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Scontri a Bologna: il ministro dell’Interno accusa il sindaco

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha accusato il sindaco di Bologna Matteo Lepore di aver sottovalutato i rischi della manifestazione che ha portato a gravi scontri.

Scontri a Bologna: il ministro dell’Interno accusa il sindaco

Il centro di Bologna è stato teatro di violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, con decine di feriti tra agenti e partecipanti. La scintilla che ha acceso la protesta è stata la morte di Abderrahim Fakir, avvenuta in circostanze ancora da chiarire. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha puntato il dito contro il sindaco Matteo Lepore, accusandolo di aver convocato la piazza in maniera inconsapevole, sottovalutando i rischi di tensioni.

La manifestazione, che ha radunato oltre duemila persone, è degenerata rapidamente. Alcuni manifestanti hanno lanciato oggetti e danneggiato veicoli, mentre le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e cariche. La polizia ha riferito di aver tentato di contenere le tensioni senza riuscirci, registrando diversi feriti tra manifestanti e agenti.

Le accuse di Piantedosi al sindaco Lepore

Durante la trasmissione L’aria che tira su La7, Piantedosi ha definito la convocazione della piazza un atto grave frutto di una decisione inconsapevole. “Un sindaco che convoca una piazza e sottovaluta cosa sarebbe potuto accadere ha un suo elemento di gravità”, ha dichiarato il ministro. Piantedosi ha sottolineato che il sindaco Lepore conosce bene la situazione della città e avrebbe dovuto prevedere le possibili conseguenze.

Il ministro ha anche espresso il suo disappunto per il fatto che la morte di Fakir sia stata strumentalizzata per alimentare la protesta. “Quando una persona muore nelle mani dello Stato è sempre una cosa che addolora moltissimo, ma che questo si debba tradurre in un atto di sfiducia e si convoca una piazza per chiedere verità e giustizia credo sia una cosa sbagliata”, ha affermato Piantedosi.

La replica del sindaco Lepore

Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha risposto alle accuse di Piantedosi con fermezza. “Dico al ministro Piantedosi: attaccare me, attaccare i sindaci non risolverà alcun problema di ordine pubblico, a Bologna come altrove”, ha dichiarato Lepore all’ANSA. Il sindaco ha ribadito la necessità di un’unità tra le istituzioni di fronte alle tragedie e di isolare i violenti.

Lepore ha anche criticato l’atteggiamento del governo, sostenendo che le istituzioni che si attaccano a vicenda danno forza a chi si oppone ad esse. “Prendo atto che non c’è la stessa volontà da parte del Governo”, ha aggiunto il sindaco.

Le conseguenze degli scontri

Gli scontri hanno lasciato un segno profondo nella città di Bologna. Circa sessanta agenti di polizia sono rimasti feriti, e numerosi veicoli e beni pubblici sono stati danneggiati. I sindacati di polizia hanno definito irresponsabile la decisione di convocare la piazza, sottolineando i gravi rischi per l’ordine pubblico.

Le indagini sulla morte di Abderrahim Fakir sono ancora in corso, e il ministro Piantedosi ha espresso fiducia nell’autorità giudiziaria, affermando che “c’è l’autorità giudiziaria, di cui mi fido, che deve fare le sue valutazioni”.

La vicenda, che probabilmente avrà tre gradi di giudizio, ha acceso un dibattito acceso sulle responsabilità delle istituzioni e sulla gestione delle proteste pubbliche. Mentre le indagini continuano, la tensione rimane alta a Bologna, con molti che chiedono chiarezza e giustizia.

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