Nel corso di ottobre 2026 la Toscana ha vissuto due importanti momenti di fermento culturale: da un lato il Archeo Fest ha animato il borgo di Popiglio, dall’altro la Provincia di Massa-Carrara ha sancito la continuità della rete museale Terre dei Malaspina e delle Statue Stele per il quinquennio 2026-2031. Entrambe le iniziative condividono l’obiettivo di reinterpretare il patrimonio territoriale, coinvolgendo cittadini, ricercatori e istituzioni.
Archeo Fest 2026 a Popiglio: un ponte tra preistoria e comunità
L’evento, promosso da Valle Lune in collaborazione con il Comune di San Marcello Piteglio e l’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, si è concluso domenica 25 ottobre con la partecipazione di archeologi, volontari e abitanti. Il programma ha spaziato dalle fortezze medievali della Val di Lima ai reperti preistorici rinvenuti sotto il Ponte Sospeso, con approfondimenti su siti come le Torri di Popiglio, la Rocca di Lucchio e il Castel di Mura. Le relazioni hanno evidenziato la potenza di un approccio interdisciplinare, dove archeologia, toponomastica, paesaggio e biodiversità si intrecciano per leggere la montagna non come zona marginale, ma come crocevia di scambi.
Coinvolgimento e prospettive future
Arianna Ciampi, presidente di Valle Lune, ha definito il festival “punto di arrivo e di partenza”, sottolineando come i risultati delle ricerche siano stati portati fuori dai laboratori per coinvolgere la collettività. Il referente scientifico Giulio Tarantino ha aggiunto che l’esperienza rappresenta una crescita collettiva capace di estendere la narrazione del territorio oltre i confini amministrativi. La seconda edizione è già in fase di progettazione, con l’intento di ampliare i percorsi didattici e le visite guidate, includendo nuove location della Montagna Pistoiese.
Provincia di Massa-Carrara: confermata la rete “Terre dei Malaspina e delle Statue Stele” 2026-2031
Nel consesso del Consiglio provinciale di Palazzo Ducale, i consiglieri hanno approvato all’unanimità lo schema di convenzione e il regolamento del sistema museale provinciale per il periodo 2026-2031. La decisione è nata dalla scadenza naturale del precedente accordo quinquennale e garantisce la continuità operativa dell’intera rete, che comprende enti pubblici, ecclesiastici e privati distribuiti dalla costa alla Lunigiana.
Attori istituzionali e ruolo dell’Istituto Valorizzazione Castelli
Aderiscono al progetto i Comuni di Pontremoli, Villafranca in Lunigiana, Bagnone, Mulazzo, Aulla, Fivizzano, Massa e Montignoso, la Diocesi di Massa-Carrara e Pontremoli, la Parrocchia di San Caprasio, il Centro di Studi Storici Alessandro Malaspina APS, il Museo della Resistenza e il Museo Etnologico delle Apuane. L’obiettivo è creare sinergie operative e economie di scala per promuovere il patrimonio storico-artistico. L’Ente si avvale dell’Istituto Valorizzazione Castelli (IVC) come capofila, coordinatore operativo e centro di costo, superando le carenze di risorse umane e finanziarie.
Il presidente della Provincia, Roberto Valettini, ha ribadito che confermare il sistema museale significa rafforzare la cultura come motore di coesione sociale e sviluppo locale. L’Istituto Valorizzazione Castelli ha inoltre annunciato la partecipazione a un bando volto a potenziare la fruizione della rete da parte delle scuole, dimostrando l’impegno verso l’educazione e la valorizzazione del territorio.



