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Turista francese denunciato a Bologna per scritte contro Meloni e forze dell’ordine

Scritte contro Meloni e le forze dell'ordine a Bologna. Un turista francese è stato identificato e ha ricevuto un Daspo urbano per evitare ulteriori condotte illecite.

Turista francese denunciato a Bologna per scritte contro Meloni e forze dell’ordine

La Questura di Bologna ha emesso un Daspo urbano nei confronti di un turista francese di 23 anni, ritenuto responsabile di aver scritto messaggi offensivi contro la premier Giorgia Meloni e le forze dell’ordine nel centro storico della città. Le indagini, basate sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza, hanno portato all’identificazione del giovane, che ora dovrà rispondere di deturpamento e imbrattamento di cose altrui, minaccia, violenza o minaccia a corpo politico, amministrativo o giudiziario, vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate.

Le indagini e l’identificazione del responsabile

Gli investigatori della Digos hanno lavorato sulla base di una segnalazione di un testimone diretto e delle immagini delle telecamere di videosorveglianza. Il giovane è stato identificato grazie alla maglia di una squadra di calcio indossata quella sera e poi ritrovata all’interno dell’appartamento perquisito, preso in affitto in viale Carducci. Secondo le indagini, il 23enne avrebbe agito insieme ad altri due connazionali coetanei, tutti a Bologna come turisti. Con loro, anche altri quattro amici francesi compagni di viaggio, tutti nel frattempo rientrati in Francia tranne il 23enne denunciato.

Le scritte contro Meloni e le forze dell’ordine

Le scritte sono apparse nella notte tra il 4 e il 5 agosto in diverse vie del centro storico, tra cui la scritta contro la premier Giorgia Meloni in vicolo Bianchetti («Morte a Meloni e ai fasci», con una pistola). Le condotte poste in essere dal cittadino francese in concorso con altri assumono per il loro contenuto una valenza che va oltre il semplice imbrattamento. Utilizzare gli spazi della città per veicolare messaggi di odio e discriminazione significa, infatti, incidere non soltanto sul decoro urbano, ma anche sulla percezione dello spazio pubblico quale luogo di convivenza, rispetto e condivisione.

Le misure preventive della Questura di Bologna

Dal 1° gennaio del 2026, la Questura di Bologna ha emesso 643 misure preventive personali tra cui 234 fogli di via117 avvisi orali131 Dacur80 Daspo71 ammonimenti e 10 mandati di sorveglianza speciale. Queste misure sono finalizzate a intercettare tempestivamente situazioni di rischio e a prevenire la possibile reiterazione di condotte illecite.

I fogli di via servono ad allontanare per un periodo da uno a tre anni soggetti pericolosi che non hanno legami con il territorio. Gli avvisi orali vengono comminati a persone «incompatibili con la sicurezza pubblica». I Dacur, ovvero i divieti di accesso a specifiche aree urbane della città per condotte violente o aggressive, hanno una durata che va dai sei mesi a due anni e solitamente vengono comminati a soggetti che spacciano stupefacenti, soprattutto nelle vicinanze delle scuole.

Il contesto di tensione a Bologna

Bologna è stata recentemente teatro di una serie di episodi di tensione e violenza. Dopo i recenti scontri devastanti seguiti alla morte di Abderrahim Fakir, i commercianti hanno dichiarato di essere sul punto di abbassare le saracinesche per la disperazione. Non mancano persino le scritte minacciose indirizzate al sindaco Matteo Lepore, che ha formalizzato la sua denuncia, vedendosi affidare una scorta. «Non è satira, non è protesta. È odio puro e semplice», tuonano i parlamentari di Fratelli d’Italia.

L’eurodeputato Stefano Cavedagna ha denunciato l’ennesimo sfregio chiedendo l’immediata pulizia dei muri, e interrogando l’amministrazione sulle conseguenze di certe piazze permissive. La deputata Cristina Almici ha richiamato alla memoria i recenti e inquietanti precedenti: dal fantoccio appeso a testa in giù nel 2026 alle scritte brigatiste «Spara a Giorgia» apparse nei mesi scorsi. «Bene l’intervento della Questura e bene ogni provvedimento utile nei confronti di chi imbratta le nostre città, minaccia le Istituzioni, aggredisce le Forze dell’ordine o trasforma le piazze in luoghi di violenza», ha dichiarato Almici.

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