Nel corso della seduta del Consiglio comunale tenutasi il 26 ottobre 2026, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha espresso una posizione ferma nei confronti delle violenze occorse durante le recenti manifestazioni in città. L’amministrazione comunale ha evidenziato la necessità di tutelare chi esercita il diritto di protesta in modo pacifico, ma ha condannato con decisione ogni atto di vandalismo che ha colpito sia gli edifici pubblici sia le attività commerciali.
Le parole pronunciate dal primo cittadino sono state accompagnate da una concreta offerta di sostegno: il Comune metterà a disposizione risorse finanziarie e operative per aiutare i commercianti e i residenti le cui proprietà sono state danneggiate. Lepore ha sottolineato che, al di là della denuncia, l’amministrazione intende perseguire i responsabili chiedendo anche il risarcimento dei danni subiti.
Denuncia dei danni a beni pubblici e privati
Il sindaco ha affermato che saranno avviate denunce penali contro tutti coloro che hanno distrutto o vandalizzato strutture pubbliche, come i semafori, le vetrine dei negozi e le carrozzerie degli autobus. Il danno economico è stato quantificato in migliaia di euro, ma il vero valore è rappresentato dal disagio per i cittadini che vedono le proprie attività paralizzate. Lepore ha inoltre promesso che i responsabili, una volta identificati, saranno chiamati a contribuire al rimborso dei costi sostenuti dall’amministrazione.
Risorse per cittadini e commercianti
Il Comune di Bologna ha già attivato un fondo di emergenza per supportare le vittime delle violenze, destinando una parte del bilancio comunale a interventi rapidi di riparazione. Inoltre, è stato annunciato un servizio di assistenza dedicato ai commercianti per agevolare le pratiche di risarcimento e per fornire consulenza legale gratuita. Lepore ha ribadito che queste misure non sono un gesto simbolico, ma una risposta concreta a un danno reale.
Richiesta di confronto con il governo nazionale
Nel medesimo intervento, il sindaco ha ricordato che le amministrazioni di diverse città a statuto democristiano hanno già chiesto un confronto urgente con il governo guidato da Giorgia Meloni. L’obbiettivo è ottenere una risposta coordinata alle proteste che hanno coinvolto l’intero Paese, dalla Sicilia al Trentino, e garantire che le istituzioni nazionali contribuiscano a gestire le emergenze sociali e le richieste di aiuto per l’affitto, i giovani e le filiere produttive.
Il contesto sociale che alimenta le proteste
Lepore ha descritto il clima di tensione che affligge la popolazione: crescita del costo della vita, difficoltà nel reperire alloggi, precarietà nel lavoro e problemi nelle catene di approvvigionamento dell’autotrasporto e dell’agricoltura. Ha osservato che queste difficoltà si sono tradotte in una serie di scioperi, blocchi autostradali e manifestazioni da Nord a Sud, compresa la capitale. A Bologna, le proteste hanno anche ricordato la tradizione della città di scendere in piazza per Gaza, per il lavoro, la sanità e la scuola.
Il sindaco ha concluso invitando tutti a rispettare il diritto di manifestare pacificamente, garantendo protezione costituzionale a chi sceglie la via non violenta. Ha chiesto alle forze dell’ordine di adottare una strategia di leale collaborazione con le istituzioni locali, evitando sia eccessi di repressione sia inutili tolleranze verso il vandalismo. Bologna intende difendere i propri cittadini, ricostruire i beni danneggiati e spingere per un dialogo costruttivo con il governo nazionale.



