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Via Somalia a Portomaggiore: il caso che divide la comunità

A Portomaggiore, la tensione in via Somalia continua a crescere dopo il violento diverbio tra Hamza Hdya e Susanna Rimessi. Scopri i dettagli della vicenda.

Via Somalia a Portomaggiore: il caso che divide la comunità

La quiete di via Somalia a Portomaggiore è stata turbata da un violento diverbio avvenuto domenica 16 agosto tra Hamza Hdya, un 31enne di origine marocchina, e Susanna Rimessi, una 59enne residente a Milano. La vicenda, che ha visto coinvolti anche i familiari di Hdya, ha assunto rapidamente una dimensione politica e identitaria, dividendo la comunità locale.

Un diverbio che ha scatenato tensioni

Tutto è iniziato con un litigio tra Hdya e Rimessi, durante il quale la donna ha denunciato di essere stata colpita alla testa. Il referto ospedaliero parla di una ferita nella regione sopracciliare destra, suturata con quattro punti, e di una prognosi di 20 giorni. Hdya, però, ha querelato la donna per percosse e lesioni, sostenendo una ricostruzione opposta dello scontro.

La situazione si è ulteriormente complicata con la pubblicazione di un video che documenterebbe un nuovo episodio avvenuto due giorni dopo, nella serata di martedì 18 agosto. Nelle immagini si vede Rimessi passare davanti all’abitazione della famiglia marocchina insieme al proprio cane e con un telefono cellulare in mano. La donna sembra riprendere con il dispositivo la casa e le persone presenti, per poi parlare al telefono.

La famiglia Hdya denuncia un clima di tensione

Secondo la ricostruzione della famiglia Hdya, la presenza della donna davanti all’abitazione si sarebbe ripetuta più volte dopo il primo episodio. Hamza Hdya ha dichiarato: “Questa signora torna e ritorna qui. Sta filmando non si sa bene cosa e perché.” La sequenza assume particolare rilievo nel contesto della vicenda perché, secondo quanto riferito dal giovane, la presenza della donna davanti all’abitazione della famiglia si sarebbe ripetuta più volte dopo il primo episodio.

La situazione ha avuto ripercussioni pesanti anche sugli altri componenti della famiglia: “Noi non riusciamo più a dormire dall’ansia e dalla preoccupazione”, afferma Hdya, aggiungendo che la madre anziana “non mangia quasi più” e che il figlio di tre anni sarebbe rimasto profondamente colpito dall’accaduto. “Il mio bimbo di 3 anni è traumatizzato dall’accaduto ed è diventato quasi aggressivo con noi perché non si sente protetto”, racconta ancora Hdya. Poi la conclusione, particolarmente dura: “Questa donna ci ha distrutto psicologicamente.”

La manifestazione di Fratelli d’Italia

La vicenda ha assunto una dimensione politica con la manifestazione organizzata venerdì 21 agosto da Fratelli d’Italia in via Somalia. Durante l’evento, Rimessi ha risposto “Certo che sono razzista” a un residente che la accusava di alimentare un clima di odio e razzismo. La manifestazione, intitolata “No all’islamizzazione”, ha visto la partecipazione di esponenti di primo piano del partito, tra cui il presidente del Consiglio comunale di Ferrara Federico Soffritti e il deputato Mauro Malaguti.

La passeggiata simbolica, durata circa mezz’ora, ha attirato una ventina di persone, in parte provenienti da fuori Portomaggiore. Malaguti ha dichiarato alla stampa presente di fronte all’abitazione della famiglia Hdya: “Bisogna fargli capire che devono rispettare le leggi italiane. Per noi uno può credere quello che vuole può mangiare quello che vuole, però loro devono rispettare le nostre leggi.”

La reazione dei residenti

La manifestazione ha scatenato la reazione dei residenti, che hanno contestato apertamente la presenza dei rappresentanti di Fratelli d’Italia. Alcuni abitanti della zona, che conoscono personalmente Hamza e i suoi familiari, hanno difeso la famiglia Hdya, descrivendola come “una famiglia esemplare”, composta da persone che lavorano tutto il giorno e che, sostengono, non avrebbero mai creato difficoltà alla comunità.

Una residente ha accusato Mauro Malaguti di aver trasformato una controversia tra persone in una vicenda politica e identitaria, con il rischio di affibbiare all’intera famiglia un marchio che, secondo i residenti, non le appartiene. Il confronto, sotto la sorveglianza delle forze dell’ordine, è diventato sempre più acceso con alcuni portuensi che, rivendicando il diritto di difendere i propri vicini, contestavano l’immagine di un quartiere raccontato esclusivamente attraverso la lente del conflitto tra italiani e stranieri.

La vicenda continua a dividere la comunità di Portomaggiore, con la famiglia Hdya che denuncia di sentirsi sotto pressione e chiede che i toni vengano abbassati. Nel frattempo, la valutazione di un eventuale Daspo urbano nei confronti di Susanna Rimessi rappresenta il possibile nuovo capitolo giudiziario e amministrativo di una vicenda che continua ad alimentare tensioni.

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