Il prossimo appuntamento con le elezioni comunali in Emilia-Romagna riguarda 16 amministrazioni locali e si svolgerà su due giornate ufficiali: 24 e 25 maggio 2026. I seggi saranno aperti la prima giornata dalle 7 alle 23 e la seconda dalle 7 alle 15; lo spoglio inizierà non appena chiuse le operazioni di voto. Per i Comuni in cui nessun candidato raggiunge la maggioranza assoluta è prevista una ripetizione del voto con il ballottaggio, calendarizzato per 7 e 8 giugno 2026.
Questa tornata elettorale si svolge con una scheda di colore azzurro e coinvolge diversi cittadini che svolgeranno un ruolo diretto nella scelta del sindaco e del consiglio comunale. Oltre agli aspetti pratici sull’orario e sul materiale di voto, è utile chiarire le differenze procedurali che regolano le consultazioni nei Comuni in base alla dimensione demografica, nonché i documenti indispensabili per esercitare il diritto di voto.
Dove si vota e chi è chiamato alle urne
Alle elezioni partecipano i residenti maggiorenni, iscritti nelle liste elettorali dei 16 Comuni chiamati al rinnovo. Tra questi spiccano cinque realtà con popolazione superiore ai 15mila abitanti — Imola (Bo), Faenza (Ra), Cervia (Ra), Comacchio (Fe) e Vignola (Mo) — che possono teoricamente arrivare al secondo turno. Gli altri undici Comuni, con popolazione inferiore ai 15mila abitanti, sono Bondeno (Fe), Verghereto (Fc), Montese (Mo), Palanzano e Pellegrino Parmense (Pr), Ferriere e Pontenure (Pc), Canossa e Luzzara (Re), Mondaino e Morciano di Romagna (Rn). Conoscere la propria sezione è fondamentale per recarsi al seggio indicato sulla tessera elettorale.
Modalità di voto e documenti necessari
Per votare è obbligatorio presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. L’ufficio anagrafe del Comune rilascia nuove tessere in caso di smarrimento o di esaurimento degli spazi per i timbri: durante le giornate di voto questi uffici rimangono aperti per assistere chi ne avesse bisogno. Il Ministero dell’Interno raccomanda di richiedere eventuali rinnovazioni con anticipo per evitare affollamenti nei giorni immediatamente precedenti, favorendo così un flusso ordinato delle operazioni.
Tessera elettorale: rinnovo e consigli pratici
Chi nota la tessera piena di timbri o l’ha persa può recarsi all’ufficio elettorale del proprio Comune per ottenere una nuova tessera. È consigliabile non aspettare l’ultimo momento: prenotare o presentarsi nei giorni precedenti al voto evita code e ritardi la mattina delle elezioni. Ricorda che senza tessera e documento non è possibile votare, quindi verificare il possesso di entrambi gli elementi è una semplice ma imprescindibile precauzione.
Come si esprime la preferenza e quando scatta il ballottaggio
Il sistema elettorale applicato varia in base alla dimensione demografica dei Comuni. Nei centri con meno di 15mila abitanti si utilizza il sistema maggioritario: vince la lista che prende più voti e la votazione del sindaco può avvenire con un segno diretto sul nome del candidato o esprimendo una preferenza per i consiglieri della lista collegata. Nei Comuni più grandi, invece, entra in gioco il voto disgiunto, che consente di votare per un candidato sindaco e per una lista non collegata al medesimo candidato.
Comuni con meno di 15mila abitanti
In questi centri ogni elettore può votare per il candidato sindaco o per le liste collegate e, a seconda della fascia demografica, esprimere una o due preferenze per i candidati al consiglio. Se si scelgono due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso all’interno della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza. Inoltre, il voto al sindaco vale anche come voto alla lista collegata, perciò non è prevista la possibilità di voto disgiunto.
Comuni con più di 15mila abitanti
Nei cinque Comuni maggiori il meccanismo prevede che, se nessun candidato ottiene il 50%+1 dei voti al primo turno, si proceda al ballottaggio tra i due più votati. Al primo turno è possibile esprimere il voto disgiunto, ovvero votare per un candidato sindaco e per una lista collegata a un altro candidato. Questo meccanismo amplia le possibilità di scelta dell’elettore e può influenzare gli equilibri nella composizione del consiglio comunale.
Quadro nazionale e importanza del voto
Questa tornata elettorale si inserisce in un contesto più ampio: in tutta Italia il 24 e 25 maggio sono chiamati alle urne oltre 6 milioni di cittadini per rinnovare circa 750 comuni, tra cui capoluoghi di provincia e un capoluogo di regione. Tra le città coinvolte figurano Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno, Agrigento, Enna e Messina. Il risultato di queste consultazioni offre spunti per valutare gli orientamenti politici locali in vista delle future competizioni nazionali.