25 Maggio 2026 ☁ 30°

Malofeev interpreta Grieg e Ciajkovskij all’Auditorium Manzoni

Alexander Malofeev riapre il ciclo dei grandi concerti per pianoforte del Bologna Festival: programma che spazia dal raro Palmgren al celebre Concerto di Grieg, chiuso dalla 'Patetica' di Ciajkovskij

Malofeev interpreta Grieg e Ciajkovskij all’Auditorium Manzoni

L’atteso ritorno di Alexander Malofeev all’Auditorium Manzoni segna la chiusura del ciclo dedicato ai Grandi Interpreti nella XXXV edizione di Bologna Festival. L’appuntamento è fissato per il 26 maggio alle 20.30, quando il pianista, reduce da un’intensa attività internazionale, tornerà a confrontarsi con un pubblico che lo ha già applaudito in passato.

Accanto a Malofeev si esibirà l’Orchestra Leonore, ensemble formato da musicisti di rilievo europeo e giovani talenti, guidata dal suo fondatore, Daniele Giorgi. Nata nel 2014 su iniziativa della Fondazione Teatri di Pistoia, l’orchestra propone un repertorio che spazia dalla sensibilità nordica al tardo romanticismo, offrendo un contesto ideale per il programma della serata.

Un programma che attraversa paesaggi sonori

La scaletta scelta per la serata esplora atmosfere molto diverse: dalla poesia poco nota del nord Europa fino al dramma sinfonico ottocentesco. In apertura sarà eseguito il Concerto n. 2 Op. 33 intitolato “Il fiume” del compositore finlandese Selim Palmgren, opera del 1913 che fonde elementi romantici e coloriture impressioniste. Il concerto, raramente ascoltato, suggerisce un flusso musicale continuo dove i movimenti si susseguono senza pause, creando un effetto di corrente sonora che avvolge pianista e orchestra.

Selim Palmgren: un flusso musicale

Il Concerto n. 2 di Palmgren utilizza una scrittura orchestrale fatta di chiaroscuri e di contrasti dinamici, mentre il ruolo del pianoforte è disegnato con una luminosità tecnica e raffinata. Questo brano, per la sua forma attacca e la scrittura timbrica, rappresenta un ponte tra il linguaggio del tardo romanticismo e le nuove sensibilità armoniche del primo Novecento, offrendo a Malofeev l’occasione di mettere in luce la sua capacità di modellare il fraseggio e il colore sonoro.

Il cuore del concerto: Grieg e l’intimità romantica

Al centro della serata si trova il celebre Concerto in la minore Op. 16 di Edvard Grieg, l’unico concerto pianistico completato dal compositore norvegese e scritto nel 1868. Questa pagina mantiene rimandi a figure come Chopin, Schumann e Liszt, ma si distingue per un linguaggio che è al contempo personale e ricco di colori armonici. Malofeev ha trasformato questa partitura in uno dei suoi cavalli di battaglia, grazie a un’esecuzione che coniuga virtuosismo e finezza espressiva.

Interpretazione e tradizione

Nel Concerto di Grieg il pianista è chiamato a bilanciare momenti di brillantezza tecnica con passaggi di grande intimità. La lettura di Malofeev è ricordata per il gusto timbrico e per l’attenzione ai dettagli dinamici: aspetti che rendono questa versione particolarmente adatta allo spazio acustico dell’Auditorium Manzoni e al dialogo con l’Orchestra Leonore, diretta da Daniele Giorgi.

Chiusura monumentale con Ciajkovskij

La parte conclusiva del concerto propone la poderosa Sinfonia n. 6 in si minore Op. 76 “Patetica” di Piotr Ilic Ciajkovskij, composta nel 1893 e spesso letta come un documento emotivo di grande intensità. Questa sinfonia attraversa paesaggi di inquietudine e tensione interiore, culminando nel famoso Adagio lamentoso finale, una pagina che è diventata sinonimo di struggimento romantico.

Il significato della “Patetica” in programma

Proporre la “Patetica” dopo un concerto solistico significa accompagnare il pubblico in un viaggio che dalla liricità intima di Grieg giunge a un’epifania orchestrale di forte impatto emotivo. La direzione di Daniele Giorgi e l’impegno dell’Orchestra Leonore sono elementi decisivi per restituire la complessità dinamica e il pathos di questa pagina, permettendo a ciascun movimento di emergere con chiarezza formale e intensità espressiva.

La serata del 26 maggio alle 20.30 si presenta quindi come un’occasione per ascoltare accostamenti non scontati e per apprezzare la versatilità di un interprete giovane ma già affermato come Alexander Malofeev. Tra rarità nordiche e capolavori del repertorio romantico, l’evento promette di lasciare un segno nel percorso del Bologna Festival.

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