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Controversia piscina Gualandi: il ricorso di Sport Up e le repliche di Ortignola

La società Sport Up ha ottenuto un provvedimento interlocutorio dal Tribunale di Bologna per la piscina Gualandi di Imola, ma Ortignola Srl replica con critiche e domande.

Controversia piscina Gualandi: il ricorso di Sport Up e le repliche di Ortignola

La vicenda della piscina comunale Enrico Gualandi in via Ortignola a Imola continua a suscitare grande interesse e dibattito. La società Sport Up che gestiva le attività nella piscina, ha annunciato di aver ottenuto un provvedimento interlocutorio dal Tribunale di Bologna che dispone il rilascio dell’impianto in suo favore. Tuttavia, la società Ortignola Srl concessionaria dell’impianto, ha replicato con una serie di critiche e domande che mettono in discussione la sostenibilità della decisione.

La decisione del Tribunale, sebbene interlocutoria, rappresenta un punto a favore per Sport Up. Il decreto è stato notificato anche al Comune di Imola, che è stato chiamato in causa per l’udienza di merito fissata al 12 agosto. Tuttavia, Ortignola Srl ha ricordato che l’efficacia del provvedimento è subordinata al versamento di una cauzione di 350.000 euro in denaro o garanzia bancaria. La società ha inoltre segnalato che ci sarebbero oltre sessanta collaboratori di Sport Up che hanno richiesto il pagamento di compensi arretrati.

Le critiche di Ortignola Srl

Ortignola Srl ha sollevato una serie di domande critiche riguardo alla decisione di Sport Up. Se oggi la società fosse in grado di immobilizzare 350.000 euro per la cauzione, perché la stessa somma non è stata impiegata per pagare i collaboratori, saldare i canoni di affitto e far fronte agli impegni verso dipendenti e fornitori? Questa domanda riflette le tensioni e le incomprensioni che caratterizzano la vicenda.

La piscina di via Ortignola è chiusa dal fine giugno dopo che il gestore, Deai Srl (società di proprietà di Sport Up con lo stesso legale rappresentante, Paola Lanzon), ha riconsegnato le chiavi al concessionario Ortignola Srl in esecuzione della sentenza della Corte d’Appello per il mancato pagamento del canone dovuto. Da allora, l’impianto è chiuso e per i dipendenti Deai sono stati attivati ammortizzatori sociali fino a ottobre con la promessa di recuperarli nell’altro impianto comunale Ruggi gestito da Ortignola Srl.

Le richieste di danni di Deai Srl

Deai Srl sostiene, a suon di ulteriori contenziosi ancora in ballo in vari gradi di giudizio, che l’impianto sconta gravi vizi e problemi strutturali per i quali chiede oltre 3 milioni di danni. Le polemiche non si placano così come i ricorsi, rendendo la situazione sempre più complessa e articolata.

La vicenda della piscina Gualandi è solo una delle molte che stanno coinvolgendo il territorio di Imola. La Slc Cgil di Imola ha ricevuto la conferma dell’attivazione degli ammortizzatori sociali a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, mentre l’ufficiale giudiziario si è presentato alla piscina per dare esecuzione alla sentenza di aprile della Corte d’Appello. La situazione è in continua evoluzione e richiede un’attenta osservazione per comprendere tutti i risvolti.

La prossima udienza è fissata per il 12 agosto e sarà fondamentale per capire come si evolverà questa complessa vicenda legale. Nel frattempo, la comunità di Imola continua a seguire con interesse gli sviluppi, sperando in una risoluzione che possa garantire la riapertura della piscina e la tutela dei diritti di tutti i lavoratori coinvolti.

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