Un nuovo capitolo si è aperto per il Grattacielo di Ferrara ma la strada verso una soluzione sembra ancora lunga. L’assemblea dei condòmini, convocata ieri giovedì 30 luglio non è riuscita a eleggere il successore di Francesco Donazzi, dimessosi il 6 luglio. La situazione rimane quindi in stallo, con conseguenze che potrebbero estendersi fino al primo settembre.
La sfida della maggioranza
All’incontro hanno partecipato circa il 55% dei millesimi complessivi del condominio. Per eleggere il nuovo amministratore, sarebbe stato necessario raggiungere una maggioranza di almeno 500 millesimi più uno. Un solo candidato si è presentato: Andrea Bergamini, che ha illustrato la propria offerta e le condizioni per assumere la gestione del complesso. Tuttavia, la sua candidatura non ha raccolto il consenso necessario, dividendo l’assemblea in due fronti.
Una parte dei condòmini avrebbe voluto procedere immediatamente con la nomina, mentre un altro gruppo ha chiesto di rinviare la decisione per valutare eventuali alternative. Alla fine, ha prevalso la proposta di organizzare una nuova riunione nel corso del mese di agosto. La situazione resta quindi ferma, con nessun nuovo amministratore nominato e la necessità di autoconvocare un’altra assemblea prima dell’inizio di settembre.
La proposta di Massimo Buriani
Alla riunione ha partecipato anche Massimo Buriani, che ha presentato una possibile soluzione per affrontare il nodo economico legato alla messa in sicurezza delle Torri. La sua proposta prevede la costituzione di una struttura societaria robusta come una società cooperativa, nella quale i condòmini possano conferire i propri appartamenti. Il valore degli immobili potrebbe così essere utilizzato come garanzia per accedere al credito bancario e reperire le risorse necessarie a finanziare gli interventi.
L’ipotesi è stata accolta con attenzione, ma al momento non è stata assunta alcuna decisione. La situazione economica del condominio rimane quindi complessa, con i lavori di messa in sicurezza che attendono ancora di essere avviati. L’ex amministratore Donazzi ha comunicato che non convocherà ulteriori riunioni, neppure qualora venisse richiesto dai proprietari.
Le prossime mosse
I condòmini dovranno ora raccogliere le adesioni necessarie, fissare autonomamente una data e trasmettere successivamente all’amministratore dimissionario il verbale dell’eventuale nomina. Qualora il tentativo di autoconvocazione non dovesse riuscire, dal primo settembre Donazzi potrà rivolgersi al Tribunale di Ferrara per chiedere la nomina di un amministratore giudiziario. A quel punto, non saranno più i condòmini a scegliere direttamente il professionista incaricato, ma sarà il giudice a individuare la figura chiamata a gestire il complesso.
Il nuovo rinvio rallenta inevitabilmente anche il percorso delineato durante l’assemblea del 6 luglio. I passaggi indicati erano stati chiari: individuare un nuovo amministratore, predisporre un piano per saldare i debiti accumulati e, successivamente, far ripartire i lavori di messa in sicurezza dell’edificio. Un percorso che, almeno per il momento, resta ancora sospeso.



