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Ferrara ricorda 21 anni dopo l’omicidio di Federico Aldrovandi

Una marcia a Ferrara, guidata dalla Curva Ovest, riunisce oltre un centinaio di persone per ricordare Federico Aldrovandi e chiedere giustizia.

Ferrara ricorda 21 anni dopo l’omicidio di Federico Aldrovandi

Il ventunesimo anniversario dell’omicidio di Federico Aldrovandi è stato segnato da una manifestazione che ha attraversato le strade di Ferrara. Partita dal bar Vienna la processione ha raggiunto l’attraversando il centro cittadino e attirando più di un centinaio di partecipanti.

Organizzata dalla Curva Ovest la marcia ha dimostrato come, a distanza di oltre due decenni, la memoria di Aldrovandi continui a vivere fuori dall’ambito giudiziario, alimentando una rete di solidarietà tra diverse realtà sportive e civili.

Il percorso dalla Curva Ovest al cuore della città

Il corteo si è formato intorno all’orario del tardo pomeriggio, con un flusso costante di persone che si sono unite al cammino. Partendo dal bar Vienna i partecipanti hanno marciato verso l’simbolo di incontro e confronto nella città.

Numero di partecipanti e diversità di appartenenze

Oltre un centinaio di persone hanno risposto all’invito, includendo membri della Curva Ovest, tifosi della Fossa dei Leoni della Fortitudo sostenitori del Bologna, del Modena e altre realtà legate allo sport. Questa mescolanza dimostra come la memoria di Aldrovandi sia diventata un ponte tra fan differenti tutti uniti dal desiderio di non dimenticare.

Le parole dei familiari e il messaggio ai tifosi

Tra i presenti, i genitori di Federico, Patrizia Moretti e Lino Aldrovandi hanno mostrato una commozione palpabile. Hanno ringraziato la Curva Ovest per la costante attività di commemorazione, sottolineando come la memoria sia riuscita a superare le barriere delle tradizioni sportive.

Il signor Aldrovandi ha dichiarato: “Avete contagiato altre tifoserie nel segno dell’amore“, riconoscendo il ruolo della Curva Ovest nel trasmettere un messaggio di unità a gruppi come la Fossa dei Leoni, i tifosi del Bologna e del Modena. Ha aggiunto, con voce rotta dall’emozione, che “vedere così tanta gente mi riempie di gioia, nei limiti in cui può farlo, perché Federico non tornerà”.

Un appello è stato rivolto anche ai più giovani: “Ai vostri bambini e a chi deve crescere, con la speranza che abbiano un futuro in questo mondo cupo“, ha concluso, ribadendo che “la vita riguarda tutti perché è una cosa meravigliosa”.

Il contributo di A Buon Diritto e del Comitato Federico Aldrovandi

L’evento ha visto la partecipazione di Andrea Boldrini amico di Federico e portavoce del Comitato Federico Aldrovandi. L’associazione A Buon diritto ha utilizzato i propri canali social per ricordare la dinamica dell’episodio: “Ventuno anni fa Federico Aldrovandi veniva ucciso da quattro poliziotti a Ferrara mentre tornava da una serata con i suoi amici”.

Secondo l’organizzazione, l’omicidio rappresenta “l’espressione dell’abuso di potere” e sottolinea il ruolo fondamentale del Comitato nel mantenere viva la memoria e nel contrastare gli abusi statali. La dichiarazione prosegue con la volontà di “continuare a parlare e a raccontare di Federico, portarlo con noi nelle pratiche e nelle lotte quotidiane, e pretendere che nessuno muoia nelle mani dello Stato”.

Significato della commemorazione ventuno anni dopo

La manifestazione ha ricostruito, una volta ancora, il legame tra la città e il nome di Federico Aldrovandi proclamato a gran voce dalla Curva Ovest con il canto “Aldro vive con noi”. Il corteo ha trasformato la cronaca di un tragico evento in un momento di riflessione collettiva, dimostrando che la memoria può essere strumento di resistenza e di speranza per le generazioni future.

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