La capitale emiliana sta attraversando una fase di forte difficoltà per la ristorazione. Dopo un decennio di crescita trainata dal turismo internazionale, i ristoranti e i locali di intrattenimento mostrano tavoli quasi vuoti e segnalano problemi di liquidità che li costringono a chiudere.
Chiusure record e dati sul numero di attività
Nel primo semestre del 2026, più di cento esercizi hanno cessato l’attività nella città e nella provincia. I dati della Camera di Commercio indicano una diminuzione di 38 locali nel centro storico e di 84 nella zona metropolitana tra la fine del 2025 e il 30 giugno 2026. Dopo aver raggiunto un picco di 3.760 attività nel 2023, il totale è sceso a 3.635 entro metà anno, mentre nella provincia la conta è passata da 7.364 (2021) a 7.017 nel 2026.
Esempi di chiusure recenti
Tra i nomi più noti, Villa Aretusi chiuderà definitivamente a fine mese, mentre la trattoria Sotto l’Arco ha spento i fornelli da mesi. Anche il Café de la Paix in via Collegio di Spagna, noto per la sua offerta biologica ed equosolidale, ha annunciato la sospensione definitiva dei servizi. Altre insegne come la Trattoria Autotreno (via Saffi) e InCantina (via del Carro) hanno già lasciato il panorama gastronomico bolognese.
Cause della crisi: costi, consumi e cambiamenti nel turismo
Il aumento dei costi di materie prime, energia e personale ha spinto molti esercenti a rialzare i prezzi, ma la clientela non ha seguito. Il potere d’acquisto in particolare, è crollato sia per i residenti sia per i turisti, che ora preferiscono dividere i piatti e ridurre il consumo di vino. Secondo le associazioni di categoria, il consumo di vino è sceso drasticamente, mentre la birra mantiene una posizione stabile e i superalcolici sono quasi scomparsi dal conto finale.
Il ruolo del turismo e degli eventi
Il turismo, una volta motore della vita notturna bolognese, mostra segni di prudenza. I visitatori spendono meno, dividono le portate e preferiscono il delivery rispetto a una cena in loco. Inoltre, la mancanza di eventi di richiamo dopo la mezzanotte ha svuotato le strade, trasformando i portici in zone deserte. Il presidente di Ascom Bologna, Roberto Melloni, ha sottolineato la necessità di potenziare il calendario degli eventi per attrarre un turismo di qualità, mentre il presidente di Confesercenti, Massimo Zucchini, evidenzia che la rotazione delle attività è ora più alta, riducendo la sopravvivenza media da 3-4 anni a pochi mesi.
Proposte degli operatori per una ripresa
Gli imprenditori del settore chiedono una revisione della strategia turistica: più mostre, appuntamenti culturali e manifestazioni che possano valorizzare la città anche durante il periodo natalizio. Alcune proposte includono il potenziamento dei mercati locali, il sostegno a iniziative di prossimità e l’elaborazione di un piano comune tra Comune, associazioni e operatori per rilanciare la vita notturna senza dipendere esclusivamente dal turismo internazionale.



