Il 9 aprile 2024 una violenta esplosione ha colpito la centrale idroelettrica di Bargi provocando la morte di sette operai impegnati nel collaudo di una turbina. Dalla tragedia, trascorsi più di due anni e mezzo, i piani più bassi della struttura rimangono chiusi: le acque, i liquami e la presenza di possibili cedimenti strutturali rendono difficile ogni intervento di ricostruzione.
Per affrontare questo stallo, domani 14 ottobre, la procura di Bologna l’Ausl e i Vigili del fuoco si ritroveranno in un vertice tecnico. L’obiettivo è valutare le condizioni di sicurezza dell’impianto e stabilire quali misure siano indispensabili per poter raggiungere i livelli ancora sommersi, in particolare i piani -8 e -9.
Livelli -8 e -9 ancora allagati: il nodo della sicurezza
Gli ambienti contrassegnati dai codici -8 e -9 sono, secondo gli investigatori, fondamentali per ricostruire la dinamica dell’esplosione. Tuttavia, l’acqua stagnante e i liquami presenti rendono pericoloso qualsiasi tentativo di accesso. L’Ausl dovrà fornire una valutazione dettagliata delle condizioni igienico-sanitarie, mentre i Vigili del fuoco attendono l’autorizzazione per l’eventuale svuotamento dei locali.
Al livello -8, sono stati installati sistemi di depurazione per trattare i liquami, ma la presenza di infiltrazioni d’acqua continua a ostacolare le operazioni. Il piano -9 ancora più profondo, rimane completamente allagato, impedendo anche l’uso di robot subacquei che avrebbero potuto facilitare le operazioni di ricerca.
Il crollo al piano -7 e i timori di nuovi cedimenti
Il livello -7 ha subito un cedimento del pavimento, rendendo impossibile il transito in tutta l’area interessata. Lo stesso piano era stato posto sotto sequestro probatorio lo scorso giugno, quando la procura aveva recuperato parte della strumentazione ritenuta cruciale per gli accertamenti tecnici.
Prima di autorizzare nuovi accessi, gli esperti dovranno verificare l’assenza di ulteriori rischi di collasso. Il vertice tecnico sarà quindi l’occasione per definire eventuali misure di messa in sicurezza, come l’installazione di supporti temporanei o l’uso di bracci meccanici per la rimozione di detriti.
Indagini giudiziarie: testimoni, prove e i cinque indagati
Parallelamente ai lavori sul sito, la sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri continua a raccogliere testimonianze. Sono state individuate diverse persone da ascoltare per chiarire i momenti precedenti l’esplosione, le procedure di collaudo e le eventuali anomalie riscontrate.
Le dichiarazioni saranno confrontate con i dati tecnici estratti dall’analisi della strumentazione recuperata al piano -7. Tra le personalità attualmente indagate figurano: Massimo Sessego (responsabile idroelettrico Area Centro Nord di Enel Green Power), Simone De Angelis (capo unità esercizio Suviana), Carlo Galli (responsabile idroelettrico manutenzione Area Centro Nord), Franco Cespa (responsabile dei lavori) e Luca Lenzi (ingegnere esperto in sicurezza sul lavoro).
La procura di Bologna sta perseguendo i reati di disastro colposoomicidio colposo plurimo sul lavoro e lesioni colpose sul lavoro. Le indagini mirano a stabilire la responsabilità di ciascuno dei cinque soggetti e a raccogliere ulteriori elementi di prova, soprattutto una volta che sarà possibile accedere ai livelli -8 e -9.



