Il consiglio comunale di Ancona ha ospitato una delle discussioni più accese degli ultimi mesi, scaturita dall’intervento della consigliera Maria Grazia De Angelis di Fratelli d’Italia. La sua affermazione – “Gaza a confronto sembra una riviera romagnola” – ha immediatamente diviso l’aula, trasformando una mozione sulla tutela dei cristiani perseguitati in un dibattito politico di ampia risonanza.
La mozione sui cristiani perseguitati e la frase su Gaza
De Angelis ha presentato un provvedimento volto a ricordare i 388 milioni di cristiani colpiti da persecuzioni, omicidi, violenze sessuali e deportazioni in tutto il mondo. Nella sua esposizione ha inserito la controversa comparazione con Gaza, descrivendo la zona palestinese come “una riviera romagnola”. La scelta di parole ha sorpreso i presenti, spostando l’attenzione dalla cronaca delle persecuzioni alla percezione geopolitica della Striscia di Gaza.
Dettaglio della dichiarazione
Secondo la relatrice, la situazione a Gaza è talmente critica da farla apparire come una località turistica italiana, una metafora che ha suscitato repliche immediate. La frase è stata citata integralmente dal capogruppo di Altra Idea di Città Francesco Rubini, il quale l’ha giudicata “indecente” e “bestiale”. L’uso di un paragone così delicato è stato ritenuto inappropriato da diversi consiglieri.
Le reazioni dei gruppi politici in aula
L’opposizione di centrosinistra, rappresentata da Altra Idea di Città e dal Partito Democratico, ha deciso di abbandonare l’aula prima della fase di voto, manifestando il proprio dissenso. Il capogruppo del Pd, intervenuto poco prima, ha chiesto al vice sindaco Daniele Silvetti di prendere le distanze dalla dichiarazione. La consigliera di Forza Italia, Giulia Fedele, ha espresso il proprio voto a favore del testo ma ha sottolineato il dissenso rispetto al modo in cui era stato argomentato, usando un tono pacato ma fermo.
Il presidente del Consiglio comunale, Simone Pizzi, ha concluso la discussione invitando alla calma e alla centratura del dibattito sul contenuto della mozione, piuttosto che sulla retorica. Nonostante le tensioni, la coalizione di centrodestra – Fratelli d’Italia, Forza Italia e i gruppi autonomi – ha mostrato una frontiera unita, difendendo la relatore e il testo proposto.
Il voto finale e le dichiarazioni dei protagonisti
Alla fine la mozione è stata approvata con 19 voti favorevoli, un astenuto (Francesco Andreani della lista civica Ripartiamo dai giovani) e nessun voto contrario. La votazione è avvenuta con i banchi della minoranza vuoti, segno evidente della tensione residua. Il presidente Pizzi ha dichiarato: “Approvo il documento per quello che c’è scritto, ma non condivido il modo in cui è stato argomentato”.
Le posizioni dei singoli consiglieri
Jacopo Toccaceli, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha ribadito che il tema dei cristiani perseguitati è di “centralissima importanza” e ha accusato l’opposizione di non voler entrare nel merito della proposta. Francesco Rubini, dal canto suo, ha denunciato la comparazione a Gaza come un “incitamento alla banalizzazione del genocidio”.
Alla fine, il sindaco di Ancona ha mantenuto un atteggiamento di silenzio, invitando i consiglieri a “decidere con chi stare” e a concentrarsi su questioni di governance locale, evitando ulteriori polemiche. La vicenda ha evidenziato quanto sia delicato il bilanciamento tra libertà di parola e rispetto per tematiche internazionali in contesti di governo municipale.



