16 Ottobre 2026 🌤 16°

Cims avvia la cassa integrazione a rotazione per 206 lavoratori

Cims attiva la cassa integrazione per 206 dipendenti e avvia il piano di risanamento con la Regione.

Cims avvia la cassa integrazione a rotazione per 206 lavoratori

La cooperativa Cims, con sede a Borgo Tossignano, sta attraversando una fase di forte difficoltà finanziaria. Per fronteggiare l’interruzione dei pagamenti da parte di alcuni committenti e la sospensione di forniture, l’azienda ha presentato una richiesta di cassa integrazione straordinaria (CIG) per 206 dipendenti da avviare il 19 ottobre e da mantenere per sei mesi.

La misura, prevista dal progetto di regolazione della crisi dovrà essere applicata a rotazione, tenendo conto delle esigenze operative di ciascun cantiere. L’obiettivo è mantenere attiva la produzione senza gravare eccessivamente sul personale, evitando sia i licenziamenti che la totalità delle sospensioni.

Cassa integrazione per 206 dipendenti: la proposta di Cims

Secondo quanto comunicato dal presidente della cooperativa, Marco Monti, la cassa integrazione sarà definita insieme alle parti sociali, con un calendario che riflette i picchi di lavoro dei diversi cantieri edili e multiservizi. I dipendenti interessati, escluso l’unico dirigente, potranno sperimentare sia periodi a zero ore sia riduzioni orarie, a seconda delle necessità produttive.

Meccanismo di rotazione e criteri di selezione

Il principio di rotazione prevede che non tutti i 206 lavoratori siano “in CIG” contemporaneamente, ma che la sospensione sia distribuita nel tempo per non compromettere la continuità dei progetti in corso. Cims ha sottolineato che questa modalità è stata scelta per preservare la capacità di risposta ai cantieri più critici, evitando così interruzioni di cantiere che potrebbero aggravare ulteriormente la crisi.

Il quadro giudiziale e le scadenze: tribunale e piano di risanamento

Il Tribunale di Bologna ha recentemente autorizzato l’avvio del concordato preventivo in continuità aziendale per Cims. Tale decisione ha aperto la strada al ricorso della CIG, ma ha anche fissato una scadenza rigorosa: entro l’11 dicembre la cooperativa, con il supporto del commissario giudiziale Paolo Bastia, dovrà presentare un piano di risanamento dettagliato da sottoporre ai creditori.

Il piano dovrà includere non solo le misure di ammortizzatori sociali, ma anche una strategia di riorganizzazione industriale, la mappatura delle professionalità presenti e le proiezioni di fatturato per gli anni successivi. Il tribunale ha indicato che il rispetto di tali termini è indispensabile per mantenere la continuità operativa e per garantire la tutela dei posti di lavoro.

Reazioni delle parti sociali e della politica locale

Le organizzazioni sindacali hanno espresso preoccupazione per la rapidità con cui la cooperativa intende attuare la CIG, lamentando di non aver ancora ricevuto tutti gli elementi necessari per un confronto costruttivo. In particolare, hanno chiesto una maggiore trasparenza sul piano di risanamento e sulla reale distribuzione dei turni di integrazione.

Simone Carapia, consigliere provinciale di Fratelli d’Italia, ha invitato le istituzioni a vigilare affinché la CIG non diventi un alibi per non affrontare le radici della crisi. Carapia ha ribadito la necessità di una mappatura seria delle professionalità e di un piano industriale concreto, altrimenti rischia di penalizzare l’efficienza dei cantieri e di compromettere il futuro della cooperativa.

Nonostante le tensioni, Cims ha ribadito che le attività quotidiane “proseguono regolarmente”. Il presidente Monti ha confermato che la CIG è uno strumento previsto dal progetto di regolazione della crisi scelto per garantire la continuità dei lavori mentre si definisce una via d’uscita strutturata. La cooperativa resta quindi in attesa della convocazione della Regione per l’esame congiunto della richiesta, consapevole che il tempo a disposizione è limitato.

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