Il sabato 24 ottobre 2026 la città di Bologna ha ospitato una serata che ha attraversato sei decenni di storia musicale. I Pooh, nella loro formazione attuale con Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli, si sono esibiti all’Unipol Arena per celebrare il sessantennio della loro carriera. L’evento, intitolato “Notte a sorpresa”, ha riunito amici, colleghi e fan in un’atmosfera carica di affetto e musica, trasformando il palazzetto in un vero tempio della canzone italiana.
Un concerto che ha abbracciato il passato
Il concerto è iniziato con brani simbolici come “Banda nel vento”, “Quello che non sai” e “Vieni fuori”, scalette che hanno subito catturato l’entusiasmo del pubblico. Dopo le prime note, è scattata la parte più commovente: la performance di “Amici x sempre”, dedicata a Valerio Negrini, il poeta del gruppo che quest’anno avrebbe compiuto 80 anni. Sul maxi schermo sono stati diffusi video celebrativi, mentre i membri sul palco hanno espresso: “Valerio non è soltanto una parte della nostra storia: Valerio è la nostra storia”, sottolineando l’importanza del suo contributo.
Il tributo a Stefano D’Orazio
Un altro momento toccante è stato l’omaggio al batterista scomparso nel 2020, Stefano D’Orazio. La sua immagine è apparsa sul grande schermo mentre cantava “Dimmi di sì”. I Pooh lo hanno accompagnato dal vivo, creando un duetto postumo che ha emozionato l’intera arena. “Basterà una canzone, una voce, un ricordo: tornano accanto a noi” hanno dichiarato, facendo emergere il legame indissolubile tra i musicisti e i loro collaboratori.
Ospiti d’eccezione e sorprese a distanza
La serata è stata arricchita da una serie di protagonisti provenienti da varie generazioni musicali. Tra i cantanti sul palco hanno spiccato Arisa, Marco Masini, Mario Biondi, Francesca Michielin, Luca Carboni, Chiara Canzian e i Twin Violins, che hanno reinterpretato brani classici aggiungendo nuove sfumature. Inoltre, Gianni Morandi, Giuliano Sangiorgi e Biagio Antonacci hanno inviato videomessaggi, trasformando la loro presenza in veri abbracci musicali per la band.
Ritorno alle origini e riconoscimenti
Uno dei gesti più simbolici è stato il saluto a Gilberto Faggioli, il primo bassista dei Pooh, presente tra il pubblico. L’intera arena lo ha ovazioneed, rimettendo in luce le radici della formazione. Questo momento ha permesso ai membri di riflettere sul loro cammino, dal 1966, anno in cui il gruppo ha iniziato a suonare per le strade di Bologna, fino al presente. Amicizia e passione sono state indicate come i filtri che hanno mantenuto viva la band per sessant’anni.
Prospettive future dopo Bologna
Il concerto di Bologna non è stato l’ultimo tappo del tour. I Pooh hanno annunciato quattro ulteriori date in Italia – tra cui gli impegni a Eboli e Bari – prima di spostare il loro percorso verso il Nord America, con concerti in Canada e negli Stati Uniti. Il sessantennio si trasforma così in una nuova tappa di una carriera ancora in movimento, pronta a portare le proprie melodie al di là dei confini nazionali.



