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Azionisti MPS votano il 29 ottobre: opas Intesa o strategia Lovaglio

MPS si appresta a votare il 29 ottobre: opas da 31,4 miliardi contro le operazioni di Lovaglio.

Azionisti MPS votano il 29 ottobre: opas Intesa o strategia Lovaglio

Il Monte dei Paschi di Siena ha aperto le porte della sua sede di Via Mazzini a Siena per l’assemblea straordinaria che si terrà giovedì 29 ottobre. L’incontro è cruciale perché definirà il destino della storica banca, chiamata a scegliere fra l’offerta pubblica volontaria di acquisto (opas) proposta da Intesa Sanpaolo e il piano di ristrutturazione voluto dal suo amministratore delegato, Luigi Lovaglio. La quota di capitale detenuta direttamente dal gruppo Intesa nel centro direzionale è del 65,86 %, un dato che sottolinea la rilevanza dell’offerta nella composizione societaria.

L’ordine del giorno dell’assemblea di MPS

L’agenda prevede dieci punti, suddivisi in due blocchi. Nella parte ordinaria, dopo la nomina dei nuovi consiglieri Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, è previsto il maxi-dividendo di 4 miliardi di euro, l’ultimo punto della sezione. La parte straordinaria comprende cinque proposte: la fusione con Mediobanca, l’offerta di scambio con Banco BPM, l’offerta di scambio con Banca Generali, e altri due punti tecnici legati al potenziamento del capitale.

Fusione con Mediobanca e scambi azionari

Le operazioni con Mediobanca, Banco BPM e Banca Generali sono concepite per alleggerire la pressione dettata dal creditore di Ca’ de Sass e per rafforzare la struttura patrimoniale. Sono, quindi, elementi chiave del piano di Lovaglio, che mira a creare un conglomerato bancario più solido e meno dipendente da finanziamenti esterni.

Opas di Intesa Sanpaolo versus il piano di Lovaglio

L’offerta di Intesa, confermata il 27 ottobre dalla Banca Centrale Europea, prevede un pagamento di 1,25 euro in contanti più 1,6 azioni di nuova emissione per ogni azione MPS. Al prezzo di chiusura del 27 ottobre, l’offerta equivale a circa 10,89 euro per azione, un valore che supera il prezzo di mercato. L’opas è valutata intorno ai 31,4 miliardi di euro, una cifra che ha spinto Intesa a rivedere la componente in contanti da 1 a 1,25 euro il 3 ottobre, mantenendo invariato il rapporto di scambio.

Autorizzazioni regolamentari

La BCE ha già accordato il consenso preliminare a Intesa per il controllo diretto di MPS e delle partecipazioni correlate, inclusa Mediobanca. Parallelamente, la Banca d’Italia ha autorizzato ulteriori partecipazioni indirette, tra cui Monte Paschi Fiduciaria e MBPS Leasing, consentendo a Intesa di superare la soglia del 10 % del patrimonio consolidato del gruppo.

Gli schieramenti degli azionisti e le probabilità di voto

Il risultato dell’assemblea appare già definito: i grandi soci hanno espresso un chiaro “no” al piano di Lovaglio, ponendosi implicitamente a favore dell’opas. Il blocco si è consolidato con il 40 % del capitale di MPS, sufficiente a bloccare le delibere straordinarie. I principali oppositori sono Delfin (17,6 %), il gruppo Caltagirone (13,5 %), seguiti da Edizione-Benetton (1,45 %), Praude (0,72 %), Fondaco Lux (0,41 %) e Norges Bank (circa 3 %).

Assenza di altri azionisti strategici

La partecipazione prevista è inferiore al 70 % del capitale, in parte perché il Tesoro (4,9 %) e Banco BPM (3,7 %) hanno comunicato la loro assenza. Questa scarsa affluenza favorisce il blocco dei “no”, rendendo probabile una bocciatura del piano di Lovaglio con percentuali quasi plebiscitarie.

La giornata del 29 ottobre rappresenta un vero e proprio referendum finanziario per Siena: i risultati dell’assemblea determineranno se il futuro di MPS seguirà la via dell’acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo, con la sua opas da 31,4 miliardi, o se si proverà a proseguire con le operazioni di fusione e lo splendido dividendo proposto da Lovaglio.

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