Sabato 31 ottobre 2026, al cinema Bellinzona in via Andrea Costa, circa 270 cittadini si sono riuniti per una tavola rotonda dedicata al destino dello stadio Renato Dall’Ara. L’incontro, avviato alle 9.30, ha visto la presenza del sindaco Matteo Lepore, dei rappresentanti di BolognaFiere e del Bologna Football Club, oltre a membri della Camera di commercio e a esperti di urbanistica.
Il punto focale della discussione è stato l’accordo siglato tra BolognaFiere e il Bologna Fc per la realizzazione di un nuovo impianto sportivo-culturale nella zona Fiera. Il progetto, del valore di 300 milioni di euro, prevede una struttura polifunzionale pronta per la stagione 2031-2032, capace di ospitare eventi sportivi, concerti e manifestazioni civiche.
Il nuovo impianto in zona Fiera: caratteristiche e tempistiche
Secondo le indicazioni fornite dagli amministratori, il nuovo stadio sarà inserito in un’area già destinata ad attività fieristiche, riducendo così l’impatto sui piani urbanistici della città. Il progetto dovrà arrivare entro il 2027 per garantire la messa in opera in tempo utile per gli Europei di calcio 2032, anche se il rincaro delle competizioni è stato stimato al 99% di probabilità di non essere attribuito a Bologna. La gestione dell’impianto sarà affidata a una società che prevede una quota di azionariato popolare, escludendo investitori monopolistici nel settore musicale.
Mobilità e collegamenti: la linea blu e la stazione della Fiera
Uno degli aspetti più discussi è stato il potenziamento delle infrastrutture di trasporto. Il sindaco ha sottolineato che la “linea blu” del tram dovrebbe attraversare il nuovo complesso, collegandolo sia allo stadio Dall’Ara che a Casalecchio. Parallelamente, si sta negoziando con Ferrovie la riapertura della stazione ferroviaria della Fiera per uso passeggeri, trasformandola da mero punto di carico merci a nodo di mobilità urbana.
Il futuro del vecchio Dall’Ara: tra memoria e riqualificazione
Lo storico impianto festeggia il suo centenario, essendo stato inaugurato il 31 ottobre 1926. Matteo Lepore ha ribadito che il Dall’Ara non sarà convertito in centro commerciale, ma potrà diventare un polo sportivo-culturale integrato con il quartiere Saragozza. È prevista l’indizione di un concorso internazionale di idee per definire la nuova vocazione dell’edificio, con l’obiettivo di attirare fondi europei per la rigenerazione dell’area.
Nel contesto della discussione, è stato evidenziato che la trasformazione del Dall’Ara dovrà rispettare le direttive della Sovrintendenza, che tutela l’intero complesso architettonico. Il ritorno sugli investimenti per gli eventuali partner privati sarà definito come “capitale paziente”, cioè una percentuale ridotta, ma accettabile per garantire la sostenibilità del progetto.
Infine, la partecipazione dei cittadini verrà mantenuta attiva nei prossimi mesi, con un percorso di consultazione che coinvolgerà il Consiglio comunale, la giunta, la Città metropolitana, la Regione e la Camera di commercio, tutti soci di maggioranza della Fiera. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una decisione condivisa entro la fine del 2027, in modo da essere pronti per l’avvio dei lavori nel 2031.



