31 ottobre 2026 ☀ 13°

Sagra Marrone Igp di Castel del Rio: 70 anni fino al 1° novembre

Settant'anni di tradizione si allungano fino al 1° novembre nella Sagra del Marrone di Castel del Rio

Sagra Marrone Igp di Castel del Rio: 70 anni fino al 1° novembre

La Vallata del Santerno, da sempre teatro di feste legate ai prodotti tipici, si prepara a chiudere la Sagra del Marrone di Castel del Rio Igp con una data eccezionale: il primo di novembre. La manifestazione, che quest’anno celebra i suoi settantesimi anni, ha iniziato il programma il 6 ottobre, ma per rispettare le norme del marchio IGP e per motivi logistici la chiusura è stata posticipata di un mese.

La decisione di prolungare la festa ha suscitato qualche perplessità tra gli organizzatori di eventi limitrofi, i quali hanno espresso dubbi sulla legittimità di una durata così estesa. Al centro del dibattito c’è la direttiva che vieta l’uso del logo “Marrone di Castel del Rio Igp” prima del 6 ottobre, una regola che ha influito direttamente sulla programmazione delle attività.

70° anniversario e proroga della festa

Il 70° anniversario della sagra rappresenta un momento di grande orgoglio per la comunità locale. La vicepresidente del Consorzio Castanicoltori di Castel del Rio, Monia Rontini, ha spiegato che il prolungamento è stato necessario per garantire che tutti gli espositori possano utilizzare legalmente il marchio IGP, evitando sanzioni e confusioni per il pubblico. «Non credo che si possa dire a delle sagre di un prodotto locale che una copia l’altra», ha sottolineato, ricordando che in Italia esistono numerose manifestazioni dedicate al marrone e alla castagna.

Il ruolo del disciplinare IGP

Secondo il disciplinare IGP, il marchio non può comparire su materiali promozionali o prodotti commercializzati prima del 6 ottobre. Questa norma, introdotta l’anno scorso, intende tutelare l’autenticità del prodotto e distinguere la nostra sagra da altre iniziative simili. La necessità di rispettare tale scadenza ha spinto gli organizzatori a spostare la chiusura al 1° novembre, consentendo così una piena valorizzazione del marchio senza infrangere le regole.

Cambiamenti nei consumi e impatto sulla tradizione

Monia Rontini ha anche evidenziato come le abitudini di consumo siano cambiate negli ultimi decenni. «La grande vendita alla sagra di 10-15 anni fa non c’è più», afferma, indicando una diminuzione sia del consumo di marrone intero sia della farina di marrone. Le famiglie, oggi più piccole, acquistano quantità inferiori, trasformando la sagra da grande rituale familiare a evento più contenuto.

Il lavoro dei custodi dei castagneti

Un altro aspetto cruciale è la cura costante dei castagneti. I custodi della montagna lavorano tutto l’anno, dal seme alla raccolta, per garantire la qualità del prodotto che caratterizza la festa. Monia ha ricordato che la gestione dei boschi richiede impegno per 12 mesi, un fattore che rende la celebrazione non solo un momento di festa ma anche il culmine di un lavoro continuo di tutela ambientale e agricola.

Con queste premesse, la Sagra del Marrone di Castel del Rio si avvia verso la sua conclusione, sperando di mantenere viva la tradizione nonostante le sfide contemporanee e di offrire agli abitanti della vallata e ai visitatori una esperienza autentica, legata al territorio e al sapere dei suoi produttori.

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