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Udienza su Yaya Yafa: imputati, testimonianze e scadenze

Il processo per la morte di Yaya Yafa, 22enne residente a Ferrara, prosegue con nuove audizioni e la fissazione del controesame per il 2 febbraio 2027.

Udienza su Yaya Yafa: imputati, testimonianze e scadenze

Il procedimento penale per la tragica morte di Yaya Yafa, 22enne della Guinea Bissau residente a Ferrara, è tornato davanti al giudice dopo nuove audizioni. Il ragazzo era deceduto sul lavoro all’Interporto di Bologna nell’ottobre 2021 e la vicenda continua a sollevare interrogativi sul piano della sicurezza sul lavoro e della responsabilità imprenditoriale.

Durante l’udienza del 2 novembre è stato ascoltato un carabiniere che intervenne immediatamente sul luogo dell’incidente e ha confermato i contenuti del rapporto redatto. Sono state sentite anche due funzionarie dell’Azienda Usl di Bologna, autrici della relazione che l’accusa ritiene di valore probatorio. Sono quindi emersi elementi che le parti considerano utili per ricostruire dinamica e responsabilità.

Le circostanze dell’incidente nel polo logistico di Santa Maria in Duno

Yafa lavorava come facchino con un contratto di somministrazione in un magazzino del gruppo Sda, ubicato nel polo logistico di Santa Maria in Duno, a Bentivoglio. Il giovane era impegnato nel magazzino 9 quando si verificò la compressione tra un rimorchio e il montante della baia di carico. In quel momento due autisti della Transporter Logistic stavano agganciando il trattore al rimorchio e mettendo in movimento il mezzo: Yafa si sporse con la testa fuori dal veicolo per capire cosa stesse accadendo e rimase schiacciato, riportando lo sfondamento del torace e la morte sul colpo.

Situazione dei conducenti e patteggiamento

I due autisti coinvolti, Danilo Giarracca e Cosimo Palombella, hanno patteggiato una pena di un anno con sospensione condizionale; uno dei due era alla guida del camion che ha provocato l’incidente fatale. Questo accordo ha già inciso sull’iter processuale, pur lasciando aperte le contestazioni verso altri soggetti ritenuti responsabili dalle indagini.

Imputati, ruoli e contestazioni in aula

A processo sono cinque persone: Antonino Tita (responsabile operazioni nel blocco 13.4 di Sda e delegato per la sicurezza sul lavoro), Carlo Ludovici (datore di lavoro di Yafa), Cristian Mancini (responsabile del magazzino e preposto per la cooperativa Dedalog), Andrea Monticelli (amministratore delegato di Sennder Italia) e Mirko Melella (legale rappresentante di Transporter Logistic). Il giudice per l’udienza preliminare aveva invece disposto il non luogo a procedere nei confronti di David Nothacker, dirigente di Sennder Italia, che affidava i servizi di trasporto a vettori terzi.

Ai cinque imputati viene contestato il reato di cooperazione colposa in omicidio colposo. L’accusa sostiene, tra l’altro, che la cooperativa Dedalog non avrebbe garantito a Yafa un’adeguata formazione sulla sicurezza. Agli altri imputati sono contestate, a vario titolo, omissioni nella messa in atto delle misure per tutelare la sicurezza dei lavoratori. La società Dedalog è coinvolta anche per la propria responsabilità amministrativa.

L’avvocato Tiziano Tagliani, che assiste la famiglia insieme a Riccardo Caniato, ha commentato la situazione sottolineando che “Le responsabilità stanno emergendo” e ha criticato la mancanza di proposte risarcitorie concrete: “È abbastanza vergognoso e inusuale che non si riesca ad arrivare a un accordo per una proposta risarcitoria con soggetti imprenditoriali di questo tipo, coperti da importanti compagnie assicurative.”

Parti civili ammesse e partecipazione sindacale

Oltre alla famiglia della vittima, sono state ammesse come parti civili alcune sigle sindacali: Cgil, Si Cobas e Anmil (Associazione nazionale lavoratori mutilati e invalidi di guerra). Era stata inizialmente respinta ma poi accolta la costituzione di parte civile della Città Metropolitana di Bologna, insieme a quella di diverse associazioni, già riconosciute dalla scorsa udienza.

Le audizioni e le prove raccolte puntano a chiarire le omissioni contestate dall’accusa e a stabilire se le responsabilità ricadano in primo luogo sugli organi di coordinamento del magazzino, sui datori di lavoro o sui vettori incaricati del trasporto. Il quadro processuale rimane aperto e in fase istruttoria.

La prossima tornata processuale è stata fissata per il 2 febbraio 2027, quando è previsto il controesame dei testimoni. Quella udienza sarà determinante per verificare la tenuta delle posizioni di accusa e difesa e per definire ulteriori sviluppi istruttori.

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