In un campo di soia a Conegliano, nel cuore del Trevigiano, si è consumata una vicenda di violenza che ha lasciato tutti senza parole. Due gemelli di 14 anni sono stati vittime di un’aggressione brutale da parte di un gruppo di adolescenti. L’episodio, durato circa quattro ore, è stato ripreso in video e ha scatenato l’indignazione della comunità locale.
L’aggressione e le sue conseguenze
I due ragazzi sono stati attirati con una trappola e portati in una proprietà isolata. Qui, sono stati denudati, picchiati e rapinati dei loro effetti personali. Secondo quanto raccontato dai genitori, il gruppo di aggressori, composto da dieci adolescenti di cui la maggior parte minorenni, avrebbe agito convinti che i gemelli avessero fatto la spia su un imbrattamento.
Il video dell’aggressione, girato con un cellulare, mostra momenti di crudeltà inaudita. Si sentono frasi come “Deve pagare per aver fatto la spia”, mentre uno dei due ragazzini, seminudo, viene spintonato sotto il getto dell’impianto di irrigazione. La madre dei gemelli ha ricevuto il video da un 11enne, che l’ha inviato non per denunciare l’accaduto, ma per divertimento.
Le parole della madre
“I miei figli in lacrime e loro a seviziarli. Non capisco come possano esserci ragazzi così giovani con questa crudeltà nell’animo, con il cuore così vuoto”, ha dichiarato la madre. “Quando abbiamo visto il video ci siamo resi conto della gravità della situazione. Non era solo una bravata, c’era una crudeltà nel continuare anche davanti alla loro sofferenza.”
La denuncia e le indagini
I genitori dei gemelli hanno presentato denuncia ai carabinieri, consegnando anche i video e le chat in cui il gruppo invita uno dei ragazzini al parco, minacciandolo di picchiarlo se non l’avesse fatto. Le indagini sono in corso per fare luce su questo episodio di violenza che ha sconvolto la comunità di Conegliano.
Nel frattempo, a Oderzo, una famiglia straniera ha trovato una soluzione alla propria emergenza abitativa grazie alla collaborazione tra il Comune e la parrocchia di Santa Margherita a Rustignè. La famiglia, composta da due genitori e tre figli, era in lista d’attesa per una casa popolare, ma quelle disponibili erano troppo piccole per le loro esigenze.
La soluzione abitativa
Il Comune di Oderzo ha stipulato una convenzione con la parrocchia di Santa Margherita a Rustignè, mettendo a disposizione l’appartamento della canonica. La convenzione ha una durata di un anno e potrà essere rinnovata. L’auspicio è che nel frattempo la famiglia riesca a trovare una casa adatta, uscendo così dall’emergenza.
“La famiglia in questione era tra le prime in graduatoria Ater ma i 6 alloggi assegnati sono piccoli e la famiglia è abbastanza numerosa e necessitava di potersi ricongiungere con il padre poiché la madre e i figli vivevano da anni in un alloggio per donne sole”, ha spiegato la sindaca Maria Scardellato.
Il ruolo del parroco
“È una famiglia ben integrata nella comunità – spiega il parroco don Marco Favret – i bimbi vanno a scuola, il papà ha un lavoro. Il nostro appartamento era chiuso da molti anni e in questo modo avrà nuova vita.” La presenza della famiglia nella canonica ha anche portato un senso di sicurezza in zona, che in passato era stata teatro di attività sospette.



