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Asta Realco: Md rileva l’immobile di via Punta, ma i lavoratori restano senza certezze

Md ha rilevato l'immobile dell'ex Pam di via Punta a Imola, ma i lavoratori restano in cassa integrazione. Scopriamo i dettagli dell'asta e le prospettive future

Asta Realco: Md rileva l’immobile di via Punta, ma i lavoratori restano senza certezze

Il 7 agosto 2026 si è conclusa l’asta per gli immobili del gruppo Realco, con un esito parziale per il territorio imolese. Md ha infatti rilevato l’immobile dell’ex Pam di via Punta, ma la situazione per i lavoratori e gli altri punti vendita rimane complessa.

L’asta, svolta nell’ambito del concordato preventivo del gruppo cooperativo reggiano presso il Tribunale di Bologna, ha visto la partecipazione di vari operatori del settore. Tuttavia, solo alcuni lotti hanno trovato acquirenti, lasciando aperte diverse questioni occupazionali.

L’acquisizione di Md e le conseguenze per i lavoratori

L’immobile dell’ex Pam di via Punta è stato aggiudicato a Md per 2 milioni e 630mila euro. Tuttavia, la società della grande distribuzione non ha acquisito il ramo d’azienda ovvero i lavoratori. Questo significa che i circa 50 dipendenti attualmente in cassa integrazione fino a dicembre non vedono ancora una soluzione certa per il loro futuro.

La Filcams regionale ha spiegato che “per i lavoratori imolesi non è cambiato nulla ad oggi. Si spera per una soluzione di continuità almeno per via Punta, ma per ora è tutto esattamente come prima. Md ha preso l’immobile ma non il ramo d’azienda.” Il sindacato ha inoltre richiesto al Tribunale di fare un’altra asta al ribasso, forse a settembre, per quello che rimane.

Il 9 settembre è già fissato un incontro con i referenti della società Manzini per discutere della vertenza, che è stata collegata a causa di un affitto di ramo d’azienda da Realco. Tuttavia, c’è anche un contenzioso tra le due società che complica ulteriormente la situazione.

Gli altri punti vendita invenduti e le incognite per i lavoratori

Restano invenduti i supermercati Sigma di via Baruzzi e via Villa, rispettivamente nei quartieri Pedagna e Zolino, il punto vendita Ecu di via San Francesco in zona Cappuccini e il Pam di via Di Vittorio. Questi negozi, insieme a quello di via Punta, rientrano nella procedura che riguarda Manzini, con 33 lavoratrici e lavoratori attualmente in cassa integrazione fino al 31.

Per via Di Vittorio, un possibile acquirente aveva manifestato interesse per l’affitto del ramo d’azienda, ma la trattativa era legata alla possibilità di rinegoziare il canone di locazione dell’immobile. Sul fronte Realco-Gedis rimangono quindi aperte le incognite per i lavoratori dei negozi non assegnati. La cassa integrazione straordinaria garantisce attualmente una tutela economica, ma terminerà alla fine dell’anno senza possibilità di ulteriori proroghe.

I sindacati hanno già annunciato che continueranno a seguire le procedure attraverso i tavoli regionali e nazionali, con l’obiettivo di individuare soluzioni per salvaguardare l’occupazione. La capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, Marta Evangelisti, ha presentato un’interrogazione alla Giunta affinché si attivi per individuare misure specifiche per i punti vendita di Imola e sostenere le richieste dei sindacati per un nuovo bando d’asta.

La situazione della sede di Realco a Transcoop

Nella grande partita che riguarda la crisi del gruppo Realco, Transcoop ha messo sul piatto 8,5 milioni di euro per l’immobile in via Pertini. La cooperativa reggiana di trasporti vorrebbe aggiudicarsi lo storico stabilimento Realco di via Pertini, che comprende la palazzina degli uffici e i magazzini, in parte anche refrigerati.

La Cgil di Reggio Emilia si è già attivata per tutelare i circa 200 dipendenti della sede centrale e del magazzino Realco di via Pertini. “È necessario uno sforzo di responsabilità sociale che è quello che ci aspettiamo da Transcoop”, commenta il segretario generale Cristian Sesena. “Ho contattato l’assessore comunale Carlo Pasini per iniziare a ragionare del percorso che, d’intesa con l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, avevamo già concordato per riassorbire i lavoratori.”

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