Le strade di Bologna sono sempre più affollate da rider che utilizzano bici elettriche per le consegne. Tuttavia, molte di queste biciclette sono state manomesse per raggiungere velocità elevate, creando un serio pericolo per la sicurezza stradale. Un recente incidente in via delle Molinedove un rider ha investito una bambina, ha portato alla luce questo problema.
L’assessore alla Mobilità del Comune di BolognaMichele Campanielloha affrontato la questione in un question time con i consiglieri, sottolineando l’importanza di un approccio integrato per risolvere il problema.
Le sanzioni e il fenomeno delle bici manomesse
Da inizio anno, sono state elevate circa 400 sanzioni per l’uso di monopattini non a norma, mentre le multe per le biciclette superano annualmente il migliaio. Campaniello ha chiarito che l’obiettivo è garantire la sicurezza stradale a 360 gradi, sfatando il mito che l’amministrazione sia troppo severa solo con alcuni comportamenti scorretti.
Molte delle bici manomesse appartengono ai rider, ma l’assessore ha sottolineato che non si può ignorare il ruolo delle compagnie di consegna. ‘I datori di lavoro e i committenti devono essere ritenuti responsabili delle eventuali manomissioni apportate ai velocipedi utilizzati dai rider’, ha affermato Campaniello.
Le responsabilità dei datori di lavoro
L’organizzazione del lavoro dei rider, basata sulle prestazioni e sulla velocità, rappresenta uno stimolo a superare i limiti di legge. Campaniello ha spiegato che sta lavorando con gli uffici per individuare un sistema di regole che coinvolga i datori di lavoro. ‘Il datore di lavoro non si può disinteressare di come viene sviluppata la prestazione lavorativa dei dipendenti’, ha dichiarato.
L’assessore ha anche criticato il fatto che spesso i rider sono proprietari delle bici, il che non è accettabile. ‘Dovrebbe fornire gli strumenti di lavoro al personale’, ha aggiunto Campaniello, sottolineando che i datori di lavoro non possono deresponsabilizzarsi rispetto all’uso delle bici.
Il sequestro delle bici e le sanzioni
Campaniello ha affermato che il sequestro delle bici e le sanzioni sono misure necessarie, ma non sufficienti. ‘Tutto ciò rischia di colpire l’anello più debole della catena se non andiamo a toccare chi fa profitto da queste attività’, ha detto. L’assessore ha criticato il sistema di cottimo puroche spinge i rider a lavorare in condizioni di insicurezza per produrre di più.
‘Siamo vicini al cosiddetto cottimo puro in molte di queste situazioni e questo è inaccettabile, perché a cascata provoca situazioni di insicurezza non tollerabili’, ha concluso Campaniello.



