28 Settembre 2026 ☀ 24°

Carburante a 1,99 euro: gli automobilisti si accalcano alle pompe Eni di Bologna

Le stazioni Eni di Bologna sono oppresse da code dopo il tetto ai prezzi del carburante, con effetti che si sentono a livello nazionale.

Carburante a 1,99 euro: gli automobilisti si accalcano alle pompe Eni di Bologna

Da questa mattina, Eni e la controllata Enilive hanno applicato il price cap sancito dal governo: il prezzo della benzina è stato bloccato a 1,99 €/l, mentre quello del gasolio a 2,19 €/l. La misura, valida per il self service entra in vigore per 30 giorni con la possibilità di proroga fino a fine anno, a seconda dell’andamento del mercato e della disponibilità di scorte. L’intervento è sostenuto da un’agevolazione fiscale sulle accise, che permette di mantenere i prezzi entro il tetto fissato senza gravare ulteriormente sul bilancio dei consumatori.

Il risultato è stato subito visibile nelle strade di Bologna: quasi una decina di veicoli si è accalcata davanti alle pompe Eni di via Massarenti, via Mazzini e via Stalingrado, formando file che si è prolungate per diversi metri. Taxi, ambulanze, furgoni, scooter e automobili private hanno tutti tentato di approfittare del nuovo prezzo, generando un traffico intenso e situazioni di attesa prolungata. Nei pressi dei distributori della rete IP, invece, il numero di automobilisti è rimasto ridotto, poiché i prezzi self service rimangono più alti rispetto al tetto di Eni.

Code nelle vie principali di Bologna: via Massarenti, via Mazzini e via Stalingrado

Le tre arterie citate sono tra i punti di rifornimento più frequentati dalla cittadinanza. In via Mazzini la pompa Eni espone il prezzo a 1,99 €/l per la benzina, attirando una fila continua di veicoli, inclusi veicoli commerciali e mezzi di soccorso. Un’autista ha commentato il fenomeno, sottolineando che, nonostante il prezzo sia inferiore al due euro, rimane comunque “un costo significativo”.

Via Mazzini: la stazione più affollata

Il distributore di via Mazzini, situato in una zona di transito, riceve un flusso costante di clienti fin dalle prime ore. L’esercente ha confermato di aver ricevuto l’avviso di aggiornamento dei prezzi via WhatsApp alle 7:30, e di aver gestito un afflusso di più di cinquanta veicoli all’ora. La presenza di ambulanza e taxi nella fila testimonia l’urgenza con cui molti guidatori hanno voluto bloccare il prezzo più basso disponibile.

Via Stalingrado: prezzi fissi e volumi di rifornimento

In via Stalingrado il prezzo della benzina è anch’esso fissato a 1,99 €/l e quello del diesel a 2,19 €/l. La stazione, prevalentemente self service, registra una coda permanente di automobili, camion leggeri e scooter. Il gestore riferisce che, nonostante il prezzo sia “sotto i due euro”, la percezione del pubblico è che il prezzo rimanga “ancora alto”, indicando che il risparmio medio stimato di 0,17 €/l non è sufficiente a placare la domanda.

Ripercussioni su scala nazionale e risposta di altri operatori

L’effetto del price cap si è ripercosso in tutto il territorio nazionale. A Napoli, la stazione Eni di via Cristoforo Colombo ha erogato oltre 2 000 litri di benzina in tre ore e mezza, per poi segnalare l’esaurimento completo delle riserve, qualcosa non visto dalla scorsa decade. A Trento, la pompa di viale Verona ha dovuto sospendere temporaneamente il servizio alle 10:00, costringendo i clienti a spostarsi verso distributori della tangenziale o a attendere l’arrivo di un’autobotte di rifornimento.

Napoli e Trento: esaurimento temporaneo delle scorte

Il rapido esaurimento delle pompe è stato particolarmente evidente nelle città meridionali e alpine, dove l’afflusso di automobilisti è stato più intenso rispetto alle aspettative. A Napoli, il cartello “esaurito” è stato appeso entro poche ore, mentre a Trento l’intervento di un’autobotte ha ripristinato le forniture dopo circa un’ora di attesa. In Lombardia, la provincia di Brescia ha registrato code prolungate ma non l’esaurimento totale, grazie a una maggiore capacità di stoccaggio.

Oltre a Eni, Italiana Petroli (IP) ha comunicato l’estensione progressiva del tetto di prezzo alla propria rete, sebbene il livello di sconto attuale rimanga ancora superiore a quello di Eni. La compagnia saudita Q8 è oggetto di trattative per aderire all’iniziativa; qualora si decidesse di partecipare, più della metà delle stazioni italiane offrirebbe carburante a prezzo calmierato, realizzando l’obiettivo del governo di creare un effetto a catena sul mercato.

Se la misura dovesse essere prorogata, le autorità dovranno monitorare attentamente l’equilibrio tra domanda e offerta per evitare ulteriori interruzioni della fornitura.

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