28 Settembre 2026 ☀ 21°

Prezzo cap Eni e Ip: benzina a 1,99 € e diesel a 2,19 €

Il nuovo price cap su benzina e gasolio spinge Eni, Ip e i consumatori verso scenari di risparmio e tensione.

Prezzo cap Eni e Ip: benzina a 1,99 € e diesel a 2,19 €

EniEnilive e una parte della rete Ip controllata da Socar hanno attivato questa mattina un price cap sui carburanti, bloccando la benzina a 1,99 € al litro e il gasolio a 2,19 € al litro in punti vendita selezionati, con prime applicazioni nella città di Roma e estensioni in altre aree. Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2026. L’intervento è stato introdotto con l’obiettivo dichiarato di contenere l’aumento dei prezzi e proteggere la filiera distributiva.

Perché la misura è stata lanciata e prime reazioni

La misura è stata motivata come risposta rapida all’aumento dei prezzi dei carburanti e al rischio di disparità competitive lungo la rete distributiva; il price cap è stato concepito per una durata iniziale di 30 giorni, con possibilità di proroga fino a fine anno in funzione dell’andamento del mercato e della disponibilità di scorte. L’intervento è stato accompagnato da un’agevolazione fiscale sulle accise che ha permesso di mantenere il tetto senza aumentare ulteriormente il carico sui consumatori. L’Osservatorio Mimit ha registrato una flessione dei prezzi medi: la benzina in modalità self-service è scesa a 2,152 € al litro (dal 2,159 di ieri) e il gasolio a 2,369 € (dal 2,377 di ieri) sulla rete stradale, mentre sulla rete autostradale i valori sono risultati 2,214 € per la benzina e 2,420 € per il diesel.

Diffusione territoriale, dati puntuali e impatti locali

Il provvedimento è partito dalla capitale con pompe Eni ed Enilive che hanno adottato i nuovi prezzi lungo via Appia Nuova e via Tuscolana dove il gasolio self-service è stato ancorato a 2,190 € al litro e la benzina a 1,990 €. Socar tramite la controllata Italiana Petroli (Ip) ha introdotto il tetto in circa trecento punti vendita, tra strade statali e autostrade (circa 20 stazioni), prevedendo un’estensione progressiva. Sul fronte locale, nelle stazioni Eni di Bologna si sono formate code consistenti: distributori in via Massarenti, via Mazzini e via Stalingrado hanno registrato file di veicoli, con alcuni gestori che hanno segnalato oltre cinquanta rifornimenti all’ora nella sola via Mazzini. In alcune città la domanda ha determinato esaurimenti temporanei: a Napoli una pompa ha erogato oltre 2 000 litri in tre ore e mezza prima di esporre il cartello “esaurito”, mentre a Trento una stazione ha sospeso il servizio fino al rifornimento con autobotte.

Effetti economici, reazioni delle associazioni e richieste normative

Le organizzazioni di categoria Assopetroli–Assoenergia hanno espresso apprezzamento per l’iniziativa, sottolineando che l’estensione del price cap anche alla vendita all’ingrosso potrebbe ampliare i benefici per famiglie e imprese. Le federazioni dei gestori, tra cui Faib hanno però segnalato perdite potenziali dovute alla differenza tra prezzi antecedenti e il nuovo tetto: per ogni 10.000 litri ancora presenti in cassa prima delle 7:00 il danno stimato è di circa 1.700 €; con scorte tipiche di 120-130 mila litri per stazioni autostradali, la perdita potrebbe arrivare a 20-22 mila euro. Le federazioni hanno ribadito la richiesta di una regolazione normativa che definisca l’applicazione del price cap in modo temporaneo, dinamico ed equo, attraverso una legge già presentata in Parlamento che invita a un quadro regolatorio nazionale per evitare iniziative unilaterali.

Sul piano dell’offerta, la rete Ip ha mantenuto prezzi self-service più elevati in alcune postazioni (con diesel tra 2,378 € e 2,506 €), motivo per cui in quei punti il flusso di automobilisti è rimasto ridotto. Sono in corso trattative con altri operatori per un’adesione più ampia: la partecipazione di catene come Q8 è stata indicata come elemento in grado di estendere rapidamente la platea di distributori con prezzi calmierati, avvicinandosi all’obiettivo di creare un effetto a catena sul mercato nazionale.

Sul versante delle proteste, gli autotrasportatori in Sicilia hanno annunciato uno sciopero dal 16 al 20 ottobre e agricoltori di Sicilia e Calabria hanno avviato manifestazioni per chiedere ulteriori agevolazioni sul carburante, evidenziando la criticità dei costi per i settori produttivi. La misura resta in evoluzione e il governo e gli operatori hanno indicato che il monitoraggio di domanda, scorte e dinamiche di prezzo proseguirà nei prossimi giorni per valutare estensioni o modifiche all’intervento.

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