Il consiglio d’amministrazione di Delfin si è riunito nelle ultime ore per valutare il dossier legato all’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena. La holding della famiglia Del Vecchio, secondo le fonti del mercato, ha orientato il voto a favore dell’offerta guidata da Carlo Messina con l’obiettivo di accelerare la decisione in vista dell’assemblea prevista per il 29 ottobre.
Decisione del consiglio di Delfin e meccanismo dell’offerta
Durante l’incontro, gli amministratori hanno confermato l’intenzione di supportare l’OPAS, aumentando la componente in contanti di 0,25 euro per azione. La modifica porta la quota di denaro a 1,25 euro per ogni azione del Monte, mentre il controvalore azionario resta a 1,6 azioni di Intesa Sanpaolo. Con questi termini, il valore totale dell’operazione sale a 31,4 miliardi di euro suddivisi in 27,6 miliardi in azioni e 3,8 milliardi in contanti. L’offerta include inoltre un premio del 12,5 % che la banca di Siena valuta come una proposta “significativa, immediata e sostenibile”.
Condizioni legate al piano difensivo di Luigi Lovaglio
Intesa Sanpaolo ha fissato una condizione cruciale: se gli azionisti di MPS dovessero respingere le tre proposte del piano difensivo di Luigi Lovaglio l’offerta rimarrà valida. Le stesse prevedono due Offerte Pubbliche di Scambio (OPS) – una su Banca Generali e l’altra su Banco BPM – oltre a un dividendo straordinario. Qualsiasi approvazione di queste misure obbligherà Intesa a revocare l’OPAS, invocando la mancata soddisfazione delle condizioni di efficacia.
Strategia di Intesa Sanpaolo e impatto sul piano Lovaglio
La banca ha dichiarato che il progetto di MPS “non offre alcun premio, ma è a sconto per gli azionisti delle società target” e presenta “elementi di incertezza, sinergie sfidanti e rischi di esecuzione”. Tale valutazione è volta a contrastare il piano di Lovaglio, che prevede l’OPS su Banca Generali, l’OPS su Banco BPM e la distribuzione di un dividendo straordinario. Intesa ha inoltre precisato che, qualora l’assemblea del Monte approvi una di queste operazioni o una riduzione volontaria del capitale, l’OPAS “diventerà definitivamente inefficace”.
Con l’incremento della componente cash, Intesa intende rendere più allettante la propria proposta, offrendo ai grandi azionisti di MPS un incentivo concreto a rifiutare le tre iniziative di Lovaglio. L’obiettivo è di sgomberare il campo da offerte concorrenti e consolidare la posizione dell’OPAS prima della votazione dell’assemblea del 29 ottobre, che si configura come un vero e proprio referendum tra l’offerta di Intesa e le difese proposte da Lovaglio.
Nel comunicato ufficiale, Intesa ha anche segnalato che il rapporto di cambio annunciato a giugno verrà adeguato qualora venga distribuito l’acconto sul dividendo 2026. Inoltre, la banca ha sottolineato l’impegno a sostenere iniziative concrete a beneficio di Siena e della Toscana, rafforzando il legame con il territorio oltre alla dimensione finanziaria dell’operazione.



