Il 28 ottobre 2026 la città di Bologna ha dato il via a un ambizioso programma di rilevamento digitale del suo patrimonio porticato. L’iniziativa, inserita nel progetto Linee d’ombra – itinerari climatici sotto i portici, vuole fornire una risposta concreta alle temperature sempre più elevate che caratterizzano le estati italiane.
Considerati più di semplici cornici architettoniche, i portici rappresentano una vera infrastruttura climatica urbana: offrono ombra, riducono l’esposizione al sole e possono mitigare le isole di calore tipiche del centro storico. Digitalizzandoli, le autorità mirano a quantificare con precisione questi benefici e a inserirli nella pianificazione della città.
Rilievo digitale dei 523 tratti di portici: tecnologie e metodologie
Il lavoro di campo sarà affidato a Geolander, che utilizzerà avanzate tecniche di Reality Capture per acquisire immagini ad alta risoluzione, misurazioni geometriche e dati topografici. Il censimento copre 523 tratti per un totale di 45,95 km di architettura, di cui 40,65 km si estendono nel centro storico e 5,30 km sono distribuiti nei quartieri periferici. Ogni tratto sarà trasformato in una nuvola di punti 3D, consentendo una ricostruzione fedele delle forme, delle dimensioni e dei dettagli ornamentali dei portici.
Digital Twin e integrazione con il Sistema Informativo Territoriale (SIT)
Le informazioni raccolte confluiranno nel Digital Twin dei Portici di Bologna, un modello tridimensionale navigabile e interrogabile. Grazie all’integrazione con le mappe 3D del SIT, sarà possibile simulare il soleggiamento delle facciate in qualsiasi ora del giorno e in ogni stagione dell’anno. Questo strato di dati alimenterà il più ampio Gemello Digitale di Bologna, fornendo a urbanisti e ricercatori uno strumento per valutare l’effetto dell’ombra sui percorsi pedonali, la diffusione del calore e l’accessibilità di spazi pubblici durante le ondate di caldo.
Portici, ombra e resilienza climatica: i risultati attesi
Portici come rifugi climatici urbani
L’obiettivo primario è dimostrare quanto la rete dei portici possa fungere da rifugio climatico per chi si sposta a piedi in città. Analizzando i dati del gemello digitale, gli studiosi potranno identificare le zone dove l’ombra è più efficace, quantificare la riduzione della temperatura percepita e proporre interventi di miglioramento della mobilità sostenibile. Inoltre, la ricostruzione digitale servirà a valorizzare il patrimonio storico, combinando la tutela architettonica con una nuova funzione di adattamento ambientale.
Il progetto è finanziato con i fondi della legge 77/2006, messi a disposizione dal Ministero della Cultura per i siti UNESCO. In questo modo si coniugano innovazione tecnologica, conservazione del patrimonio e risposta ai cambiamenti climatici, creando una base informativa solida per future decisioni di gestione e valorizzazione dei portici bolognesi.



