25 Maggio 2026 ☁ 27°

Il Paradiso di Covignano si trasforma in Casa Paradiso Art Gallery

Il celebre Paradiso del Colle di Covignano rivive in una nuova veste dedicata alla <strong>arte</strong> e alla <strong>cultura</strong>, con spazi per eventi, sfilate e mostre e un occhio alla sostenibilità

Il Paradiso di Covignano si trasforma in Casa Paradiso Art Gallery

Il colpo d’occhio sul Colle di Covignano non è più lo stesso: il luogo che per decenni è stato sinonimo di notti romagnole si prepara a una metamorfosi. Dopo anni di chiusura e un percorso di acquisizione e restauro, l’ex locale conosciuto come Paradiso verrà trasformato in Casa Paradiso Art Gallery, un spazio polifunzionale dedicato all’arte, agli eventi aziendali, alle sfilate e alle esposizioni. I lavori sono iniziati nel 2026 e, secondo i programmi della proprietà, l’apertura è fissata per il prossimo autunno, restituendo alla città uno dei suoi punti più riconoscibili con una vocazione nuova.

Questa trasformazione non è soltanto un cambio di insegna: si tratta di una operazione di rigenerazione urbana che intende conservare la memoria del luogo mantenendo il perimetro originario e recuperando elementi storici come il celebre cancello d’ingresso. L’intervento coinvolge 15.000 metri quadrati di area verde, combina materiali tradizionali e contemporanei e punta a collocare il sito in un circuito nazionale e internazionale di proposte culturali. L’idea è chiara: riconsegnare alla comunità un patrimonio simbolico declinato però secondo le esigenze contemporanee di fruizione e sostenibilità.

Un luogo che cambia pelle

La nuova veste del Paradiso è il frutto di una selezione di scelte progettuali e funzionali che mutano la natura del luogo: dal tempo del divertimento notturno a un contenitore culturale pensato per ospitare mostre, incontri, presentazioni e produzioni di alto livello. La proprietà, la società Filo Srl, ha rilevato l’area all’asta nel 2018 e ha avviato la trasformazione a partire dal 2026, dopo aver valutato lo stato degli edifici e il valore simbolico dell’intervento. In questa nuova dimensione il sito non è più solamente un punto di ritrovo mondano ma diventa una piattaforma per arte e impresa, aperta a collaborazioni con istituzioni, brand e operatori culturali.

Radici storiche

Alle origini di questa vicenda ci sono le scelte di una famiglia che ha segnato la storia locale: negli anni Cinquanta Tina Mirti Fabbri trasformò la villa sul colle in un punto d’incontro sofisticato, mentre negli anni Settanta suo figlio Gianni Fabbri fece del locale un fenomeno di costume della Riviera. Quella storia rimane nel progetto non come nostalgia fine a se stessa ma come punto di partenza. La nuova destinazione intende onorare lo spirito pionieristico degli inizi mantenendo viva la memoria attraverso elementi recuperati e citazioni progettuali che parlano al passato senza restarvi imprigionati.

Progetto e materiali

L’intervento architettonico, guidato dall’architetto Eduard Mijic in collaborazione con Polistudio, ha previsto la demolizione delle parti non recuperabili e la ricostruzione di un edificio moderno e sostenibile che dialoga con il paesaggio collinare. L’uso di pietra naturale, legno ecologico e acciaio corten crea un equilibrio tra continuità e innovazione; inoltre è prevista una copertura verde che amplia l’area vegetata e migliora l’integrazione ambientale. L’obiettivo dichiarato è offrire un contenitore contemporaneo che valorizzi l’area di 15.000 metri quadrati senza stravolgerne le caratteristiche morfologiche e paesaggistiche.

Architettura e sostenibilità

Il progetto inserisce principi di sostenibilità già dalle scelte dei materiali e dalla gestione del verde, con un’attenzione alla riduzione degli impatti e alla qualità delle finiture. La progettazione si è concentrata sul rispetto del perimetro storico, sulla tutela del parco e sul recupero di elementi simbolici come il cancello, che oggi assume un ruolo rinnovato come accesso alla creatività. L’intervento, costato alcuni milioni e realizzato con la collaborazione di imprese locali, mira anche a promuovere un modello di riuso che possa essere replicato in altri contesti interessati da degrado e abbandono.

Programma e vocazione culturale

La nuova Casa Paradiso Art Gallery nasce con una programmazione orientata a eventi d’arte e cultura di alto profilo: mostre temporanee, rassegne, presentazioni aziendali, sfilate di moda e performance site-specific. Non si tratterà di riportare indietro l’orologio della notte danzante, ma di aprire un palcoscenico esclusivo per operatori culturali, brand e istituzioni che intendono comunicare in un contesto suggestivo. La proprietà sta già dialogando con curatori, organizzatori e investitori interessati a utilizzare gli spazi per iniziative nazionali e internazionali, con l’obiettivo di restituire alla città un luogo vivo e fruibile tutto l’anno.

Infine, la transizione è suggellata da un richiamo alle parole di chi ha vissuto quei tempi: figure vicine alla famiglia Fabbri hanno sottolineato come l’idea di lavorare con i giovani sia rimasta un fil rouge tra generazioni diverse, dal mondo accademico a quello della notte. Oggi questa eredità viene reinterpretata in chiave culturale e imprenditoriale, con la promessa che il Paradiso torni a dialogare con la comunità non solo come icona del passato, ma come spazio di sperimentazione e incontro per il futuro.

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