Il 30 settembre a Ferrara si è verificato un episodio di violenza nella zona bagni del Liceo Ariosto. Un giovane di 22 anni, ora in custodia cautelare ha accoltellato un compagno di scuola, lasciandolo ferito. L’intervento dei vigili ha permesso di arrestare l’aggressore, che è stato collocato nel carcere di via Arginone. La procura di Ferrara guidata dalla pm Isabella Cavallari ha formulato le accuse di lesioni aggravate e porto abusivo di arma da taglio contro il detenuto.
Dettagli dell’arresto e delle accuse
Il giovane è stato identificato come responsabile dell’aggressione subito dopo l’intervento delle forze dell’ordine. Le indagini hanno confermato l’utilizzo di un pugnale acquistato online, arma che è stata recuperata nella zona del delitto. L’accusa di lesioni aggravate deriva dal danno fisico inflitto, mentre il porto abusivo di arma da taglio è stato contestato per la detenzione di un oggetto proibito in un contesto scolastico. Il giudice Giovanni Solinas ha qualificato il comportamento del 22enne come di “estrema gravità”, sottolineando l’intervento tempestivo del 15enne aggredito, la cui reazione ha evitato conseguenze più gravi.
Le perizie richieste dalla Procura
Per approfondire la dinamica psicologica e le eventuali tracce biologiche, la Procura ha disposto una duplice consulenza tecnica. L’appuntamento è fissato per la mattina di martedì 13 ottobre presso gli uffici di via Mentessi. Da una parte, la perizia psichiatrica sarà curata dallo psichiatra Roberto Zanfini dall’altra, la perizia genetica sarà affidata al genetista Matteo Fabbri che preleverà il DNA per confrontarlo con le tracce ritrovate sull’arma.
Consulenza psichiatrica
Lo scopo della valutazione psichiatrica è accertare lo stato mentale del soggetto al momento dei fatti. La pm Cavallari ha richiesto a Zanfini di esaminare se la sofferenza psicologica, accentuata dal periodo post-pandemico, possa aver influito sulla capacità di intendere e volere dell’imputato. L’indagine dovrà anche verificare la veridicità delle dichiarazioni dell’accusato, che ha alternato fra “volere uccidere” e “ferire a caso e poi togliersi la vita”. La perizia psichiatrica sarà decisiva per stabilire l’eventuale diminuzione di responsabilità penale.
Consulenza genetica
Parallelamente, la perizia genetica condotta da Matteo Fabbri avrà il compito di identificare eventuali tracce biologiche presenti sul pugnale. L’obiettivo è confermare se il DNA trovato sull’arma corrisponde a quello del detenuto, rafforzando così il nesso probatorio. La valutazione includerà anche l’analisi di eventuali residui di sangue o cellule epidermiche, elementi che potrebbero dimostrare un contatto diretto tra l’arma e l’aggressore.
Contesto psicologico del giovane e valutazioni del GIP
Le indagini preliminari hanno ricostruito un quadro di sofferenza mentale accentuata dopo la pandemia, che ha spinto il giovane a compiere un gesto impulsivo. L’accusato ha confessato di aver voluto imitare episodi di cronaca americana, acquistando il pugnale su internet e preparando un foglietto con i passaggi di un possibile piano. Il GIP ha ipotizzato una “effettiva programmazione di una condotta finalizzata a commettere una strage”, anche se l’autore ha infine scelto una scuola dove non era conosciuto, senza un movente preciso. Sebbene il GIP lo abbia ritenuto capace di intendere e volere, ha deferito ogni ulteriore valutazione alla Procura.
Il giudice Solinas, evidenziando la gravità dell’accaduto, ha confermato la misura di custodia cautelare nel carcere di via Arginone, dove il 22enne rimane trattenuto. La difesa, guidata dall’avvocato Emiliano Mancino ha dichiarato di valutare la nomina di un consulente di parte, ma ha posticipato la decisione ai prossimi giorni. La prossima settimana, le perizie combinano aspetti psichiatrici e genetici, elementi essenziali per definire se il giovane possa essere considerato pienamente responsabile o se possano emergere attenuanti legate allo stato mentale.



