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Operazione Guardia di Finanza a Spilimbergo: scoperta fabbrica abusiva con 40 tonnellate di tabacco

La Guardia di Finanza ha scoperto a Spilimbergo un impianto clandestino per la produzione di sigarette con 40 tonnellate di tabacco sequestrate, 11 indagati e cinque arresti. Le indagini, trasferite alla Procura antimafia, hanno evidenziato reclutamento via social e versioni discordanti durante le convalide.

Operazione Guardia di Finanza a Spilimbergo: scoperta fabbrica abusiva con 40 tonnellate di tabacco

Un maxi sequestro ha portato alla luce una produzione illecita di sigarette in un capannone industriale di Spilimbergogli investigatori della Guardia di Finanzaattraverso il Nucleo di Polizia economico finanziari di Udine e la Compagnia delle Fiamme Gialle di Tarvisiohanno individuato un impianto abusivo con circa 40 tonnellate di tabacco confiscate. L’operazione, conclusa con 11 indagati e 5 arrestiha ricostruito un sistema che avrebbe sottratto allo Stato somme rilevanti tra IVA e acciseper un controvalore stimato di 24 milioni di euro.

Il fascicolo investigativo è stato trasferito alla Procura antimafia di Trieste per valutare la sussistenza di un’ipotesi di associazione per delinquere. Durante le udienze di convalida richieste dal sostituto procuratore Federica Urbanil gip Beatrice Arnosti ha dovuto confrontarsi con versioni discordanti e molti silenzi: solo due degli arrestati hanno risposto alle domande del giudice, e le loro dichiarazioni sono state ritenute poco attendibili.

Il sequestro e i numeri dell’operazione

Nel capannone ispezionato i finanzieri hanno trovato linee per la produzione e materiale di confezionamento: oltre a grandi quantità di tabacco sono emerse bobine di carta, filtri e resine utili alle macchine per produrre sigarette. Il valore del mancato gettito fiscale è calcolato in 24 milioni di euro tra IVA e accise, cifra che fotografa l’entità dell’attività illecita. A seguito delle attività investigative sono stati notificati provvedimenti a 11 indagati e sono state eseguite 5 misure cautelari in carcere.

Movimentazione e collegamenti internazionali

Dalle indagini emergono spostamenti e contatti oltreconfine: parti della linea produttiva erano destinate a transitare verso la Sloveniacon rotte che coinvolgevano anche l’Austria. In uno degli interrogatori l’autista accusato, Valentin Gosnancittadino moldavo di 50 anniha ricostruito il proprio viaggio in ingresso in Italia il 24 maggio e lo spostamento verso Spilimbergo avvenuto la sera del 27 maggio. Gosnan ha raccontato di essere stato contattato da una conoscenza e di non aver avuto chiara cognizione del contenuto del carico, pur avendo percepito un forte odore di tabacco durante le operazioni di carico.

Reclutamento, condizioni di lavoro e le parole degli indagati

Le modalità di reclutamento ricostruite dagli investigatori includono annunci pubblicati sui social network per offrire lavori temporanei in Italia. Tra gli indagati, il 46enne Serhii Bordiuhovresidente in Spagnaha dichiarato di aver risposto a un annuncio che lo chiamava a «pulire un capannone» e a «caricare qualcosa» in cambio di 500 euro. Secondo la sua ricostruzione, il trasferimento sarebbe avvenuto attraverso l’Austria: «Mi hanno fatto salire su un pulmino», ha riferito, aggiungendo che durante il viaggio ai partecipanti sarebbero state applicate una benda sugli occhi e la richiesta di consegnare i telefoni cellulari: «mi hanno fatto salire su un pulmino», «ci ha fatto consegnare i telefonini».

All’interno del capannone, alcune delle persone rinvenute – in prevalenza cittadini ucraini privi di regolare permesso di soggiorno – vivevano e lavoravano in isolamento, alimentandosi con scorte impilate di generi di prima necessità. Al momento dell’irruzione, sei tecnici ucraini si erano barricati nell’area: un tentativo di fuga è stato neutralizzato dagli investigatori. Durante le fasi successive al sequestro, i militari hanno trovato alcuni telefoni danneggiati, con uno device colpito ripetutamente con un martello nel tentativo di distruggere prove digitali.

Dinamiche processuali e giudiziarie

Nelle udienze di convalida la maggior parte degli arrestati ha mantenuto un atteggiamento di riserbo; solo due hanno reso dichiarazioni, giudicate non credibili. Le autorità hanno quindi ritenuto opportuno approfondire gli elementi raccolti, trasferendo il fascicolo alla Procura antimafia di Trieste per eventuali sviluppi sull’ipotesi associativa. L’azione della Guardia di Finanza sottolinea il carattere complesso e organizzato dell’attività illecita, che combinava aspetti logistici, manovalanza internazionale e la finalità di commercializzare prodotti di contrabbando in paesi esteri.

L’operazione a Spilimbergo segna un intervento rilevante contro la contraffazione e il contrabbando di tabacco in regione, con impatti economici significativi sul piano fiscale e normativo. Gli accertamenti proseguono per ricostruire in dettaglio ruoli, responsabilità e collegamenti internazionali della rete smantellata.

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