11 Giugno 2026 🌤 21°

Mobilitazione a Ravenna e Bari: gli agricoltori chiedono controlli più severi

Il 12 giugno, gli agricoltori scenderanno in piazza a Ravenna e Bari per protestare contro le importazioni di grano estero di bassa qualità.

Mobilitazione a Ravenna e Bari: gli agricoltori chiedono controlli più severi

Il mondo agricolo italiano è in fermento. Il 12 giugno, alle ore 10.30, gli agricoltori scenderanno in piazza in due città strategiche: il Porto di Ravenna e il Varco della Vittoria del Porto di Bari. La mobilitazione, organizzata da Cia-Agricoltori Italiani, ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su una questione cruciale: la difesa del grano italiano.

Massimo Piva, presidente di Cia-Agricoltori Italiani Ferrara, spiega che la protesta è necessaria per fermare le importazioni selvagge di grano estero di qualità mediocre. Questo grano, spesso utilizzato per abbattere il valore del prodotto nazionale, sta mettendo in ginocchio gli agricoltori italiani, che ricevono prezzi da fame per i loro prodotti.

Controlli insufficienti e rischi per la salute

Uno dei punti centrali della protesta riguarda i controlli nei portiche secondo Piva sono un flop perché eseguiti solo a campione. Questa situazione comporta rischi concreti per la salute dei consumatori. Le richieste degli agricoltori sono chiare: stop al sottocosto tramite il rispetto della legge sulle pratiche sleali, controlli su ogni nave con il coinvolgimento di Nas, Guardia di Finanza e Sanità Marittima, e l’applicazione di standard Ue rigidi per il grano importato.

La richiesta di una legge Pasta Made in Italy

Piva sottolinea l’importanza di una legge Pasta Made in Italy che garantisca il 100% di grano italiano e l’origine obbligatoria in etichetta. Questa legge dovrebbe essere accompagnata da un piano nazionale di promozione per valorizzare il prodotto italiano. La crisi, però, non risparmia altri settori d’eccellenza, come quello del riso, con prezzi di mercato scesi ulteriormente nell’ultimo periodo.

Il paradosso della rotazione colturale

Un altro aspetto critico riguarda la nuova Pac (politica agricola comune), che prevede che per ottenere i fondi le aziende debbano seguire pratiche agronomiche sostenibili. Tuttavia, poiché i cereali sono un tassello necessario all’interno della rotazione, si finisce per obbligare le aziende a produrre colture che si sa già saranno in perdita. Questo paradosso è al centro della battaglia che Cia porta avanti con determinazione dal 2026, sostenuta da una petizione nazionale che ha già raccolto quasi 100.000 firme per la tutela del reddito agricolo e della qualità alimentare.

La mobilitazione del 12 giugno rappresenta un passo importante nella lotta per la difesa dell’agricoltura italiana. Gli agricoltori chiedono maggiore attenzione e supporto per garantire la qualità e la sostenibilità del settore.

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