Il Dig Festival ha chiuso la sua dodicesima edizione al Teatro della Fondazione Collegio San Carlo di Modena, dove una giuria d’alto profilo ha valutato più di 300 candidature provenienti da freelance e grandi testate internazionali. Presieduta dal regista croato Igor Bezinović la commissione ha premiato lavori che hanno attraversato continenti e tematiche, dall’urgente crisi umanitaria a complesse reti criminali. L’evento, condotto dalla giornalista Silvia Boccardi ha consolidato la reputazione del Dig Festival come punto di riferimento globale per il giornalismo investigativo.
Premi per le categorie video: short, medium e long
Il premio Short riservato a opere inferiori a 20 minuti, è stato assegnato a “Investigating the Killings of Children in Gaza” diretto da Stephanie Hegarty per la BBC World Service. L’inchiesta, basata su fonti open-source, testimonianze e referti medici, ricostruisce l’omicidio di 95 bambini nella Striscia di Gaza dall’inizio del conflitto fino a luglio 2025. La giuria ha lodato la capacità di raccontare una tragedia difficile da documentare in assenza di giornalisti sul territorio.
Medium: reportage e investigazione
Il Reportage Medium ha premato “Without Consent” di Sophie Bontemps per Arte. Il documentario racconta la più ampia campagna di sterilizzazione forzata compiuta in Perù tra 1996 e 2000 restituendo voce alle vittime ancora in attesa di giustizia. La giuria ha evidenziato la cinematografia elegante e la sensibilità nel trattare una ferita storica che si riverbera nelle generazioni successive.
Investigative Medium
Nel contesto della Myanmar Scam Factory Mouhssine Ennaimi e Constantin Simon, per TRT World hanno svelato come gruppi criminali sfruttino il caos della guerra civile per gestire centri di frode transnazionali. Le indagini mostrano vittime ingannate da false offerte di lavoro, costrette a truffare persone in tutto il mondo. I giudici hanno definito il reportage un esempio di chiarezza espositiva su una forma di sfruttamento poco conosciuta.
Reportage e investigazione long: Russia, oppioidi e oltre
Il Reportage Long è stato conquistato da “Politzek: Voices That Defy the Kremlin” opera di Manon Loizeau ed Ekaterina Mamontova, co-produzione di Babel DocClin d’oeil Films e France TV. Il film indaga il prezzo dell’attivismo politico in Russia dove ogni forma di dissenso è trattata come terrorismo dal regime di Putin. La giuria ha sottolineato la documentazione ben curata e la narrazione profondamente toccante dei coraggiosi attivisti.
Nel segmento Investigative Long“Addiction Criminals” di Paul Moreira, distribuito da France TV esplora il mercato globale degli oppioidi che ha provocato la morte di centinaia di migliaia di americani. Il regista mette a fuoco i legami tra industria farmaceutica e organizzazioni criminali, evidenziando l’urgente necessità di regolamentare il settore. I giurati hanno apprezzato la capacità del film di mettere al centro della narrazione sia le vittime sia i responsabili del profitto.
Audio, podcast e il DIG Pitch: nuove voci e progetti emergenti
Il premio Audio e Podcast è andato a “Boy Wasted” prodotto da Dan Ashby e Lucy Taylor. L’inchiesta in tre episodi denuncia lo sfruttamento di lavoratori migranti negli impianti di riciclaggio in Turchia che trattano rifiuti britannici. Il caso di Arifullah Fazli, giovane rifugiato afghano deceduto in un macchinario, è simbolo di oltre 200 morti di migranti nell’ultimo decennio. La giuria ha lodato il podcast per aver mostrato, con evidenze concrete, come il nostro stile di vita possa alimentare tragedie umane.
Il DIG Pitch “Matteo Scanni” con premio di 15mila euro è stato vinto da “A Bigger Monster: Inside the Global Trade that Moves PFAS Downstream” ideato da Gianluca Liva, Filippo Tommasoli e Varrun Sukhraj. Il progetto collega attivisti ambientali in Italia e India per denunciare il commercio globale di PFAS, sostanze chimiche pericolose. La giuria ha evidenziato l’importanza di un lavoro che promuove la solidarietà ambientale a livello transnazionale.
Una giuria internazionale di spicco
Oltre a Igor Bezinović, la commissione ha incluso professionisti come Manisha Ganguly (Londra), Gabriela Manuli (International Press Institute), Axel Björklund (SVT), Hoda Hosman (ARIJ), James Kleinfeld, Brigitte Alfter e lo sceneggiatore Marco Pettenello, vincitore del David di Donatello . La composizione eterogenea ha garantito una valutazione approfondita e imparziale di tutti i progetti in gara.



