Il mondo dell’ippica è in lutto per la scomparsa di Varenne il leggendario trottatore italiano che ha conquistato le piste di tutto il mondo. Nato il 19 maggio 1995 nell’allevamento Zenzalino di Copparo, in provincia di Ferrara, Varenne ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dello sport. La sua morte, avvenuta il 18 agosto 2026 nell’allevamento LJ di Eboli, in provincia di Salerno, ha commosso appassionati e non solo.
Varenne, soprannominato il Capitano non è stato solo un cavallo, ma un simbolo. La sua carriera è stata un susseguirsi di vittorie e record, che lo hanno portato a essere considerato il trottatore più forte di tutti i tempi. Con 62 vittorie su 73 corse e oltre 6 milioni di euro di premi, Varenne ha scritto pagine indimenticabili dell’ippica mondiale.
Dai primi passi a Bologna alle vittorie internazionali
La storia di Varenne inizia a Bologna il 4 aprile 1998 con un debutto non proprio fortunato. Squalificato per una rottura al galoppo, il giovane cavallo impressionò comunque gli osservatori con una rimonta prodigiosa. Fu proprio quella prestazione a convincere Enzo Giordano imprenditore napoletano, ad acquistarlo per 150 milioni di lire.
Affidato all’allenatore finlandese Jori Turja e al driver romano Giampaolo Minnucci Varenne iniziò una carriera che lo avrebbe portato a conquistare le piste di tutto il mondo. Nel 1998 vinse il Derby italiano del trotto battendo Viking Kronos. L’anno successivo chiuse la stagione imbattuto, con 14 vittorie in altrettante gare.
Il dominio sulle piste europee e americane
Il punto più alto della carriera di Varenne arrivò nel 2001 quando vinse il Prix d’Amérique di Parigi, il Gran Premio Lotteria di Agnano e l’Elitloppet di Stoccolma, completando il Grand Slam europeo. A questi successi aggiunse la Breeders Crown negli Stati Uniti, disputata all’ippodromo Meadowlands di New York.
Sul miglio fermò il cronometro in 1’51”1 stabilendo quello che allora era il record mondiale. Nel 2002 ripeté il Grand Slam, consacrandosi definitivamente come il trottatore più veloce e vincente della sua epoca. Il Capitano concluse la carriera agonistica il 28 settembre 2002 a Montréal.
Una seconda vita come riproduttore
Dopo il ritiro, Varenne iniziò una nuova carriera come riproduttore. Ha generato migliaia di figli, molti dei quali capaci di imporsi nelle corse più prestigiose. Nel marzo del 2026 era stato trasferito nell’allevamento LJ di Eboli, e il 4 maggio 2026 aveva fatto la sua ultima apparizione pubblica all’ippodromo di Agnano.
La sua eredità sportiva e genetica continua a vivere attraverso i suoi discendenti, che portano avanti il suo nome e il suo spirito vincente. Varenne non è stato solo un cavallo, ma un fenomeno che ha unito gli appassionati di trotto e galoppo, rendendo lo sport ancora più popolare.



