Il CUS Bologna si è trasformato in un grande spazio di gioco e attività motoria per accogliere la festa regionale conclusiva di Scuola Attiva Kids. Sul campo hanno preso parte oltre 1.100 bambine e bambini delle classi prima, seconda e terza della scuola primaria e della scuola dell’infanzia, protagonisti di giochi, corse e coreografie pensate per valorizzare il movimento fin dai primi anni di scuola.
Un progetto che mette il movimento al centro dell’educazione
La manifestazione non è stata solo una festa: è il punto d’arrivo di un percorso che ha visto la presenza dei Tutor Sportivi Scolastici nelle classi, il coinvolgimento delle famiglie e il lavoro con gli insegnanti. La Regione Emilia-Romagna e Sport e Salute hanno promosso un modello che considera lo sport come linguaggio educativo. Secondo le dichiarazioni delle assessore Isabella Conti e Roberta Frisoni, Scuola Attiva Kids è un’esperienza educativa diffusa che favorisce il benessere, l’autonomia e la socialità dei bambini.
Numeri e portata dell’iniziativa
Il progetto ha registrato cifre rilevanti: sono stati impiegati 291 Tutor Sportivi Scolastici e Tutor Formatori in 576 istituti, raggiungendo quasi 3.809 classi e un totale di 75.743 alunni che hanno partecipato alle attività con il supporto dei professionisti delle scienze motorie. Parallelamente, l’edizione 2026-2026 ha coinvolto, in tutta l’Emilia-Romagna, 469 scuole primarie e oltre 84.500 alunne e alunni in 188 comuni; per la scuola dell’infanzia le adesioni sono più che raddoppiate, con 303 scuole e oltre 13.200 bambini di 127 comuni.
La giornata al CUS: volti noti e messaggi chiave
Alla festa hanno partecipato autorità regionali e figure istituzionali che hanno ribadito l’importanza del legame tra scuola e sport. Non sono mancati momenti di entusiasmo grazie alla presenza dei testimonial del Team Illumina di Sport e Salute, Andrea Lucchetta e Valerio Vermiglio, due ex campioni di volley che si sono messi in mezzo al campo insieme ai bambini per condividere valori di rispetto, impegno e inclusione. La loro presenza ha sottolineato come lo sport possa diventare uno strumento concreto per crescere insieme.
Un approccio precoce e inclusivo
La versione regionale del programma si distingue per aver introdotto i tutor già nelle classi prime, andando incontro alle esigenze dei più piccoli. Questo approccio anticipato intende trasformare il movimento in un’abitudine educativa e non in un’attività residuale. L’inclusione è un tema ricorrente: attraverso esercizi, giochi di gruppo e attività coreografiche si lavora per ridurre barriere e favorire la partecipazione di tutti, contrastando sedentarietà e fragilità sociali.
La musica e il messaggio del contest
Durante la giornata i bambini hanno anche ballato e cantato la hit coreografata del contest nazionale, “Attiviamoci – Tutti i giorni in movimento”, un invito a riscoprire il gioco fisico e la relazione in risposta alla crescente dipendenza dai dispositivi digitali. Il brano ha accompagnato le coreografie mostrando che ritmo, coordinazione e cooperazione possono essere insegnati con allegria e spontaneità.
Prospettive e continuità del progetto
Le istituzioni regionali hanno confermato l’intenzione di proseguire e ampliare iniziative che rafforzino il rapporto tra scuole, sport e territori. Il progetto si serve anche dei fondi europei messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna e di una rete che comprende oltre 30 federazioni sportive nazionali. Per gli organizzatori l’obiettivo è rendere l’attività motoria un elemento stabile del percorso formativo, generando risorse educative accessibili e inclusive.
In chiusura la festa al CUS Bologna ha ribadito che il gioco e il movimento non sono solo momenti ludici, ma leve strategiche per lo sviluppo fisico, emotivo e sociale dei bambini: un investimento sulla salute e sulla comunità scolastica che punta a durare nel tempo.