21 Settembre 2026 🌤 24°

Cersaie 2026: l’obiettivo dei 100 mila attendenti tra business e cultura

Cersaie 2026 si prepara a una svolta: più di 500 espositori, networking internazionale e un programma di cultura e formazione per superare i 100mila visitatori.

Cersaie 2026: l’obiettivo dei 100 mila attendenti tra business e cultura

Dal 21 al 25 settembre Bologna ospita la 43ª edizione del Salone internazionale della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno. Con 597 espositori provenienti da 24 Paesi e una superficie espositiva di 145.000 metri quadrati la manifestazione si propone di rinnovare il proprio ruolo, mirando a superare la soglia simbolica dei 100.000 visitatori. Lo scorso anno, le presenze erano state 94.577 di cui 44.906 dall’estero, provenienti da 158 Paesi. Filippo Manuzzi, presidente della commissione attività promozionali di Confindustria Ceramica, descrive l’obiettivo come “molto, molto ambizioso”, ma sottolinea la volontà di offrire qualità in un mercato fieristico in contrazione.

Numeri, obiettivi e sfide energiche

Il comparto della ceramica italiana vale circa 7,5 miliardi di euro di fatturato, contribuisce con 5 miliardi al saldo attivo della bilancia commerciale e impiega 40.000 lavoratori diretti e indiretti. Per questa ragione, l’inaugurazione del 21 settembre è dedicata al tema Energia sostenibile per la competitività. Tra i relatori spiccano i ministri Adolfo Urso e Tommaso Foti il presidente di Confindustria Emanuele Orsini l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi il presidente dell’Emilia-Romagna Michele De Pascale il presidente di ICE Matteo Zoppas e quello di Confindustria Ceramica Augusto Ciarrocchi. Il dibattito si concentrerà sui costi energetici e sul nuovo ETS fattori decisivi per gli investimenti e la competitività del settore.

Il nodo energetico e le richieste di Bruxelles

Parallelamente, il deputato europeo Stefano Bonaccini ha inviato una nota alla Commissione europea chiedendo una revisione del sistema ETS che tenga conto delle specificità della produzione ceramica. Bonaccini ricorda che negli ultimi dieci anni il distretto emiliano-romagnolo ha investito più di 4 miliardi di euro in innovazione e decarbonizzazione, ma continua a subire costi energetici tra i più alti al mondo. La proposta prevede flessibilità orizzontali senza indebolire gli obiettivi ambientali, con l’obiettivo di non penalizzare le aziende che hanno già ridotto le proprie emissioni.

Business, formazione e cultura: la tripla leva di Cersaie

Per trasformare la fiera in una piattaforma integrata l’organizzazione punta su tre pilastri. Il primo è il commercio e networking favorito da Cersaie Business un progetto di incoming sostenuto da ICE che ha già registrato più di 340 professionisti (architetti, progettisti, developer, contractor e media) provenienti da 45 Paesi. Le visite guidate includono il distretto ceramico, dimostrando che il Made in Italy non è solo prodotto, ma intera filiera dalla materia prima alla finitura.

Formazione tecnica e commerciale

Nel padiglione 19, la Città della Posa ha registrato per il secondo anno consecutivo il sold out. Qui, dimostrazioni di grandi lastre, tecniche innovative e il World Tiling Lab convivono con la partecipazione di giovani studenti delle scuole edili. Inoltre, l’Accademia dello Showroom lancia un percorso gratuito dedicato ai responsabili vendita di showroom, focalizzato sulla commercializzazione di prodotti premium e sulla consulenza evoluta.

Programma culturale “Costruire, abitare, pensare”

Il 24 settembre segna l’apice della programmazione culturale, con la presenza dell’architetto premio Pritzker Alejandro Aravena e della designer Annabelle Selldorf. Contestualmente, i 15 Café della Stampa attraversano temi come design, casa, hospitality, tempo libero e città, offrendo spazi di discussione per professionisti e appassionati. Come riassume Manuzzi, l’obiettivo è “una piattaforma dove ci si incontra, si forma e si accendono contenuti culturali esclusivi”.

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