Il 22 ottobre 2026 i Carabinieri di Bologna hanno concluso un’operazione che ha scosso il quartiere Santo Stefano. Un uomo di 34 anni, di nazionalità tunisina, è stato fermato mentre lasciava il proprio appartamento. L’intervento, condotto dal Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro, è stato il risultato di un’indagine mirata a smantellare la rete di spaccio che operava dal centro città fino all’autostazione.
Gli investigatori sospettavano che l’alloggio fosse usato come deposito logistico per rifornire i punti di vendita di stupefacenti situati tra piazza XX Settembre, il parco della Montagnola e l’autostazione. Dopo aver osservato il soggetto uscire dall’edificio, i carabinieri hanno provveduto a perquisire l’appartamento, trovando una quantità sorprendente di sostanze illecite.
Scoperta della sede di rifornimento a Santo Stefano
Durante la perquisizione è stata confermata la presenza di circa 10,50 kg di hashish, accuratamente confezionati in pacchetti inseriti all’interno di una busta di spedizioni internazionali, una tecnica pensata per eludere i controlli doganali. Oltre alla marijuana, gli agenti hanno rinvenuto 10 grammi di cocaina, suddivisi in 18 dosi occultate negli slip del sospetto. Il materiale è stato trovato in uno stato di conservazione che suggerisce l’intenzione di distribuirlo rapidamente nel territorio locale.
Il bottino sequestrato: droga e armamenti
Oltre alle sostanze stupefacenti, nella proprietà sono stati sequestrati diversi strumenti di confezionamento e un assortimento di armi bianche potenzialmente pericolose. In particolare sono stati rinvenuti:
- un machete in acciaio
- un’ascia
- una mazza in ferro dotata di frangivetro
- un coltello
- un cutter con le lame ancora impregate di resina
La presenza di questi oggetti ha portato all’accusa di porto ingiustificato di armi o oggetti atti ad offendere. Il 34enne è stato così posto sotto arresto per detenzione ai fini di spaccio e per il possesso illecito delle armi rinvenute.
Dettaglio delle armi trovate
Le armi bianche sequestrate rappresentano un ulteriore livello di pericolosità della rete criminale. Il machete e l’ascia, tipicamente usati per intimidire o per difendersi in contesti di contrabbando, erano conservati in condizioni operative. La mazza con frangivetro indica la possibilità di utilizzo in scontri violenti, mentre il coltello e il cutter, entrambi macchiati di residui resinosi, suggeriscono un utilizzo frequente per la manipolazione della droga.
Il bilancio delle operazioni recenti dei Carabinieri a Bologna
L’arresto di questo pusher si inserisce in un più ampio quadro di risultati conseguiti dal comando provinciale dei Carabinieri nell’ultimo mese. Secondo i dati raccolti, sono state arrestate 14 persone e denunciate 20 per reati legati allo spaccio, con un totale di 212 kg di sostanze sequestrate, prevalentemente marijuana. Questi risultati sono stati rafforzati da un’operazione della Compagnia di San Lazzaro, che ha individuato e posto sotto sequestro una piantagione clandestina nascosta nelle aree boschive dell’Appennino tosco-emiliano, dimostrando l’estensione territoriale delle indagini.
Il caso di Santo Stefano mette in luce come le forze dell’ordine, attraverso un monitoraggio puntuale e perquisizioni mirate, siano in grado di smantellare rapidamente una rete di distribuzione che minacciava aree ad alta frequentazione pubblica. La combinazione di grandi quantitativi di droga e armi suggerisce una struttura organizzata, pronta a passare da semplici spacciatori a veri e propri fornitori logistici.



