Castrocaro Terme (Forlì), 18 maggio 2026 — Jovanotti è tornato in quello che definisce il suo rifugio: un luogo dove alternare terapie, allenamenti in bicicletta e lavoro creativo. Dopo esser arrivato domenica al Grand Hotel Longlife Formula, il cantante ha ripreso le prove nella celebre sala del Padiglione delle Feste, spazio che negli ultimi anni è diventato il cuore della preparazione dei suoi grandi spettacoli. Questo soggiorno ha un duplice scopo: recuperare la forma e mettere a punto gli ultimi dettagli per la stagione dei concerti estivi.
Il clima è quello di un ritiro collettivo: la band al completo si è ritrovata per ricominciare a suonare insieme e per sperimentare nuove soluzioni sceniche. Tra risate e abbracci dopo la pausa, la giornata di lunedì è cominciata con il sound check e una intensità di lavoro che annuncia un periodo di prove serrate. L’intenzione dichiarata dell’artista è di offrire serate sempre diverse, costruendo uno spettacolo libero e ricco di sorprese, e il soggiorno a Castrocaro dovrebbe durare circa otto giorni.
Il luogo delle prove e il valore simbolico
Il Padiglione delle Feste è più che una semplice sala prove: è diventato un simbolo per il progetto artistico di Cherubini. Nel corso degli ultimi anni l’art déco dell’edificio ha accolto l’intero staff tecnico e musicale durante le fasi di costruzione dei tour, sino al successo della tournée 2026. L’artista stesso l’ha spesso definito una delle sale prove più evocative, paragonandone la potenza evocativa a grandi palcoscenici internazionali. Qui si intrecciano lavoro, riposo e la cura fisica necessaria per tornare sul palco con energia.
Una routine di lavoro e recupero
Durante le giornate a Castrocaro, l’attività non si limita alle prove: ci sono sessioni di terapia per il recupero dall’infortunio, allenamenti in bici tra una pausa e l’altra e momenti di relax nel parco secolare del paese. Questa combinazione di impegni fisici e creativi è pensata per mantenere l’energia necessaria per affrontare le date estive. Il ritiro diventa così un luogo di rigenerazione, dove il lavoro sulla musica convive con la cura del corpo e dello spirito.
Appuntamenti estivi e novità di spettacolo
Dal punto di vista dei progetti live, Lorenzo ha annunciato che a luglio il gruppo sarà in giro per l’Europa, mentre ad agosto tornerà in Italia con il Jova Summer Party. L’artista ha espresso il desiderio di suonare molto e di dare vita a feste collettive, promettendo ospiti e cambi di scaletta ogni sera per creare un’esperienza unica. Il tour italiano intitolato ‘L’arca di Lorè’ è programmato per partire il 7 agosto da Olbia e concludersi il 13 settembre al Circo Massimo di Roma, confermando l’intensità di impegni per i mesi successivi.
Scaletta, intelligenza artificiale e il tocco personale
Tra i momenti informali delle prove è emerso anche un siparietto curioso: arrivato senza una scaletta definita, l’artista ha scherzato con l’uso dell’intelligenza artificiale per abbozzare una scaletta ideale. La proposta della macchina hanno suscitato una reazione divertita da parte sua, che ha sottolineato la volontà di mantenere un approccio personale e creativo nella selezione dei brani. Questo episodio evidenzia il bilanciamento tra strumenti moderni e istinto artistico che caratterizza il lavoro preparatorio.
Incontri con i fan e legami locali
Durante una passeggiata tra una prova e l’altra si è consumato un momento tenero con un fan di lunga data che ha tirato fuori dall’armadio cimeli degli anni Ottanta: zaino, giubbetto, dischi in vinile e anche una mascherina con il volto del cantante, oggetti che Lorenzo ha scherzosamente definito come piccoli reperti. Questi incontri sottolineano il rapporto di prossimità che il musicista mantiene con il proprio pubblico e la capacità di creare momenti autentici anche nel frenetico periodo delle prove.
Infine, è significativo ricordare il legame personale con il territorio: Jovanotti è stato cittadino di Forlì per circa dieci anni durante la collaborazione con il produttore Michele Centonze, e nella città è nata Teresa, figura importante nella sua vita. Questi legami locali aggiungono uno strato di senso al ritorno a Castrocaro, trasformando il ritiro in una tappa carica di memoria oltre che di lavoro artistico.