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Agribus/Agrimove: il servizio di trasporto che combatte il caporalato nel Basso Ferrarese

Agribus/Agrimove torna con una nuova edizione potenziata, pronta a offrire trasporti sicuri e legali ai lavoratori agricoli del Basso Ferrarese

Agribus/Agrimove: il servizio di trasporto che combatte il caporalato nel Basso Ferrarese

Nel cuore dell’Emilia-Romagna, un progetto innovativo sta facendo la differenza nella lotta al caporalato e allo sfruttamento lavorativo nel settore agricolo. Agribus/Agrimoveil servizio di trasporto nato per garantire mobilità sicura e legale ai lavoratori del Basso Ferrarese, riparte il 15 giugno 2026 con una nuova edizione potenziata.

Il progetto, che ha già dimostrato la sua efficacia nella fase sperimentale del 2026, è ora inserito nel programma Cambia-Fecofinanziato dall’Unione Europea attraverso il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (Fami). Agribus ha anche ricevuto un importante riconoscimento nazionale, vincendo il primo posto nella categoria Welfare-Inclusione-Sostenibilità degli IoMobility Awards 2026.

Un modello di successo che si consolida

Il prefetto Massimo Marchesiello ha sottolineato come Agribus rappresenti “un traguardo significativo nella lotta al caporalato e allo sfruttamento lavorativo nel settore agricolo del Basso Ferrarese”. Il servizio, ora consolidato nell’ambito del programma Cambia-FE e cofinanziato dall’Unione Europea, è integrato con la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità istituita presso la Direzione provinciale INPS.

“Questo servizio di trasporto – ha dichiarato la direttrice provinciale INPS Rosa De Simone – è la concreta dimostrazione di quanto si possa costruire quando istituzioni, enti e parti sociali condividono un obiettivo comune: garantire legalità e dignità nel lavoro agricolo.”

L’Agenzia Amipartner fondamentale del progetto, ha espresso orgoglio per il contributo offerto. “Agribus 2026 – ha dichiarato Aldo Tarricone, Amministratore Unico di Ami – non è un semplice servizio di trasporto, ma un’infrastruttura di welfare territoriale che utilizza la mobilità come leva per la dignità del lavoro e la sicurezza sociale.”

Novità e potenziamenti per il 2026

L’edizione 2026 di Agribus introduce significativi aggiornamenti strutturali e tecnologici per rispondere in modo più efficace alla mobility poverty e contrastare l’illegalità nel reclutamento della manodopera. Rispetto alla fase pilota del 2026, il servizio si avvale ora di tre autobus dedicati con una capienza minima di 50 passeggeri ciascuno.

L’organizzazione operativa è stata ottimizzata con un sistema di cinque corse colorate (Blu, Rosso, Verde, Giallo e Arancio) che garantiscono una copertura territoriale più capillare ed efficiente. Le partenze sono comprese tra le 4 e le 7 di mattinamentre i rientri partono dalle 12.30 e si prolungano fino alle 17.30.

Il servizio, reso accessibile attraverso l’Agribus Pass rilasciato ai lavoratori dalle aziende aderenti, avrà una capacità giornaliera di 150 persone e sarà attivo fino al 28 agosto 2026. Per usufruire del servizio, i lavoratori dovranno esibire la card di adesione, rilasciata dalle aziende aderenti al progetto.

Tecnologia e sicurezza al servizio dei lavoratori

Le card saranno verificate attraverso l’uso di tablet forniti da Ami e di una piattaforma informatica dedicata studiata dall’agenzia. Questo sistema garantisce un controllo efficace e una gestione efficiente del servizio.

Tra le aziende sperimentatrici figurano Ditta Naldi Alice, Ditta Rocchi Nino, Soc. Agr. Corte Roma, Soc. Agricola Salvi Vivai, Soc. Agr. Vivai Mazzoni, Fri-El Green House e Coop Bellini, che hanno collaborato attivamente alla realizzazione dell’iniziativa.

Un progetto che va oltre il trasporto

Agribus/Agrimove è stato ideato per contrastare il fenomeno del caporalato e migliorare le condizioni di vita e lavoro nel settore agricolo, garantendo spostamenti sicuri e regolari. Il progetto si inserisce in una strategia strutturata di promozione della legalità in agricoltura, che va oltre la sola repressione del fenomeno.

L’obiettivo è favorire l’incontro tra domanda e offerta lavorativa in un contesto di legalità e rispetto della dignità umana. Il progetto si inserisce in una strategia strutturata di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura, consolidata con l’apertura dello Sportello Decentrato del Centro per l’Impiego di Portomaggioregestito dall’Agenzia regionale per il lavoro della Regione Emilia-Romagna.

Con i servizi di mediazione culturale e linguistica in italiano, inglese, arabo e urdu, Agribus rappresenta un modello di inclusione e integrazione che potrebbe essere replicato in altre realtà territoriali.

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