Negli ultimi giorni le autorità di Modena hanno chiuso un caso che aveva destato preoccupazione: un uomo di 32 anni, riconosciuto come cittadino del Pakistan e irregolare sul territorio nazionale, è stato allontanato dall’Italia dopo avere inviato all’indirizzo di posta elettronica dell’Accademia Militare di Modena una serie di messaggi con chiari intenti violenti e toni di odio razziale e religioso.
I messaggi, che contenevano frasi esplicite e minacciose come “Una missione suicida per uccidere qualche nero o arabo in un posto specifico, nella chiesa” e “io per voi uccido quei stronzi che hanno preso di mira le chiese e voi mi date armi tante armi”sono stati oggetto di immediata segnalazione e di interventi investigativi da parte delle forze dell’ordine. Le attività hanno coinvolto diverse strutture istituzionali coordinate dalla Procura di Modena.
Accertamenti, perquisizioni e sequestro del cellulare
Le comunicazioni inviate a partire dal 26 maggio sono state rilevate e trasmesse dal Nucleo carabinieri Polizia Militare dell’Accademia Militare di Modena ai reparti competenti. Sulla base di questi elementi il Reparto Operativo dei Carabinieri e altre unità investigative hanno individuato il mittente, che risultava già gravato da precedenti penali e di polizia, nonché in cura presso un centro di salute mentale della provincia.
Su disposizione della Procura di Modena sono state disposte perquisizioni domiciliari, personali e informatiche delegate alle Compagnie dei Carabinieri di Modena e di Carpi. Nella giornata del 9 giugno i carabinieri hanno eseguito il decreto di perquisizione e hanno proceduto al sequestro, tra l’altro, di un telefono cellulare sul quale sono tuttora in corso accertamenti tecnici volti a ricostruire la dinamica e la portata delle minacce.
Ruolo delle autorità locali
Nel corso delle attività investigative hanno operato congiuntamente la Questura di Modena e il Comando Provinciale dei Carabinieriche hanno raccolto gli elementi utili per la contestazione del reato di minaccia grave aggravata dall’odio razziale e religioso. L’intervento ha previsto sia l’aspetto penale sia quello amministrativo connesso alla posizione irregolare dell’individuo sul territorio nazionale.
Espulsione e accompagnamento alla frontiera
Ritenuto pericoloso per la sicurezza pubblica, l’uomo è stato destinatario di un decreto di accompagnamento immediato alla frontiera emesso con il coinvolgimento dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Modena. Dopo la notifica del provvedimento e la convalida disposta dal giudice di pace, personale della Questura e dei Carabinieri ha provveduto all’accompagnamento all’aeroporto.
La partenza è avvenuta nella mattinata del 10 giugnol’uomo è stato scortato fino all’aeroporto di Milano Malpensa e imbarcato su un volo con destinazione Karachi (Pakistan), sotto la vigilanza del personale specializzato della Questura di Modena. Tale misura rientra nelle procedure previste per l’espulsione di persone ritenute una minaccia per l’ordine pubblico quando sussistono motivi di pericolosità comprovata.
Le autorità coinvolte continueranno gli accertamenti tecnici sul materiale sequestrato, in particolare sul cellulare, per valutare eventuali collegamenti, destinatari o ulteriori elementi utili all’indagine, mentre la Procura mantiene il coordinamento delle attività giudiziarie. L’operazione è il risultato di un intervento congiunto tra organi investigativi e amministrativi della città, volto a prevenire rischi immediati per la sicurezza della collettività.



