L’ospedale di Porretta Terme, inserito nell’Appennino bolognese, ha introdotto una soluzione che sta cambiando le modalità di assistenza neurologica. Un robot mobile, equipaggiato con telecamera, schermo, microfono e altoparlante, consente ai specialisti dell’Irccs Scienze neurologiche del Maggiore di Bologna di effettuare visite a distanza in tempo reale, sia per emergenze che per consulti programmati.
Il robot neurologico operativo all’Ospedale di Porretta
Grazie a una connessione diretta con la Rete Stroke metropolitana, il dispositivo può spostarsi tra i reparti del pronto soccorso e della medicina interna, avvicinandosi al letto del paziente. L’interazione avviene in tempo reale il medico, seduto nella sede centrale, pilota il robot, osserva i segni clinici, ascolta il paziente e collabora con il personale locale per valutare ictus non acuti, emorragie cerebrali, crisi epilettiche, meningiti, encefaliti e altre emergenze neurologiche.
Funzionamento e ambiti di intervento
Il servizio prevede due tipologie di prestazione: teleconsulti entro 24 ore dalla richiesta e visite programmabili entro sette giorni, a seconda della gravità clinica. Il robot, essendo mobile, non è legato a una postazione fissa; è il robot che va dal paziente e non viceversa riducendo i tempi di attesa e garantendo una valutazione specialistica anche nelle aree più isolate dell’Appennino.
Le dichiarazioni delle autorità regionali
Durante la conferenza stampa tenutasi a Bologna, l’assessore regionale alle politiche sanitarie Massimo Fabi ha sottolineato che “la presenza fisica non viene sostituita, ma affiancata”. Ha aggiunto che, soprattutto in zone montane, la telemedicina “ci permette di accorciare le distanze” e che “un ospedale di montagna non deve essere un ospedale isolato”. La direttrice generale dell’Ausl di Bologna, Anna Maria Petrini ha definito il progetto “uno strumento concreto per migliorare la qualità dell’assistenza”. Anche la vicesindaca di Alto Reno Terme, Elena Gaggioli ha evidenziato che il robot non vuole rimpiazzare i medici ma affiancarli aumentando la quantità e la qualità delle prestazioni disponibili senza che i pazienti debbano spostarsi verso il capoluogo.
Numeri e prospettive della telemedicina in Emilia-Romagna
L’Emilia-Romagna vanta più di vent’anni di esperienza nella telemedicina. Nel 2025 sono state registrate 8.376 prestazioni remote; a agosto 2026 quel numero si era avvicinato a 6.000, dimostrando una crescita costante anche in un contesto post-pandemico. Il nuovo robot di Porretta si inserisce in questo percorso, estendendo le capacità della regione a tutti gli ospedali periferici e ponendo le basi per futuri progetti in altri reparti, come dimostra il desiderio di Andrea Zini direttore della Neurologia del Maggiore, di replicare il modello in altre specialità.
L’obiettivo è continuare a colmare il divario tra le aree urbane e quelle montane, garantendo a tutti i cittadini accesso tempestivo a competenze neurologiche di eccellenza.



