25 Maggio 2026 ☁ 28°

Presentati i nomi delle 50 fermate: cosa cambia per la mobilità a Bologna

Durante la presentazione del 19 maggio 2026 l'assessore Michele Campaniello ha illustrato la nuova mappa del tram, le scelte sui nomi delle fermate e i prossimi interventi sulla mobilità

Presentati i nomi delle 50 fermate: cosa cambia per la mobilità a Bologna

Il 19 maggio 2026 il Comune ha ufficializzato i nomi delle cinquanta fermate della futura rete tranviaria cittadina, segnando una tappa importante nella pianificazione della mobilità di Bologna. L’assessore alla Mobilità, Michele Campaniello, ha descritto questo momento come la definizione delle nuove tappe del trasporto pubblico e ha illustrato scelte tecniche, estetiche e di sicurezza che accompagneranno l’opera. In questa fase la discussione pubblica si è concentrata non solo sulle denominazioni ma anche su aspetti pratici come le pensiline, l’accessibilità e l’interazione con ciclabili e aree pedonali.

La conferenza è servita anche a chiarire risorse e cantieri già programmati: oltre ai nomi delle fermate è stata presentata la visione complessiva che lega il tram alla strategia della Città 30, ai lavori su vie importanti e agli interventi per la mobilità dolce. Non sono mancati riferimenti a recenti preoccupazioni sulla sicurezza urbana e alle proteste di associazioni di ciclisti su singoli tratti di pista, temi che l’amministrazione ha promesso di seguire con attenzione.

La nuova mappa: linee, snodi e fermate simbolo

Secondo la nomenclatura svelata, la linea rossa collegherà Borgo Panigale con il centro storico e la zona Fiera, proseguendo fino al Pilastro e alla facoltà di Agraria. Tra le fermate più significative sono state citate Ducati, Ospedale Maggiore, Piazza Maggiore-San Pietro, Indipendenza-8 Agosto, Aldo Moro-Regione-Fiera e Pilastro-Futura. La linea verde, invece, toccherà Corticella, Caserme Rosse, Ippodromo, Teatro Centofiori e Stazione Corticella, con alcuni nodi condivisi come la stazione centrale e piazza dell’Unità, pensati per facilitare i trasferimenti.

Scelte di denominazione e riconoscibilità

Palazzo d’Accursio ha spiegato che i nomi sono stati scelti per essere immediatamente riconoscibili, utilizzando riferimenti geografici, culturali e istituzionali. L’intento è rendere semplice l’orientamento dei cittadini e dei visitatori, collegando le fermate ai luoghi simbolo e alle funzioni urbane. Questa strategia è parte di un approccio più ampio che punta a integrare la mobilità pubblica con l’identità della città, facilitando anche la comunicazione e la segnaletica per il futuro servizio tranviario.

Pensiline, accessibilità e critiche estetiche

Le nuove pensiline del tram hanno suscitato proteste da parte di alcuni cittadini che le ritengono poco protettive. L’assessore ha chiesto prudenza, spiegando che molte strutture sono al momento solo lo scheletro e che il progetto definitivo prevede colonne metalliche, coperture in vetro e un profilo «rosso Bologna» pensato per armonizzarsi con il centro storico. Le fermate saranno dotate di monitor digitali e di banchine accessibili, concepite per accogliere persone con mobilità ridotta, passeggini e carrozzine, con l’obiettivo di garantire funzionalità e inclusività.

Accessibilità e funzionalità

L’amministrazione ha sottolineato che l’accessibilità è un elemento non negoziabile: le banchine saranno progettate secondo standard che favoriscono l’imbarco agevole sui mezzi e la sicurezza degli utenti. L’uso di materiali minimali e linee pulite è stato scelto per ridurre l’impatto visivo nelle aree storiche, senza rinunciare a elementi tecnologici come i display informativi. Sul piano pratico, i cittadini sono invitati a valutare le strutture una volta completate, quando saranno pienamente operative.

Sicurezza, ciclabili contestate e fondi per i cantieri

Alla luce di un recente episodio accaduto a Modena, Campaniello ha chiarito che l’amministrazione sta conducendo una ricognizione ma che le aree pedonali bolognesi dispongono già di protezioni come fioriere e barriere, impiegate durante eventi come i T-Days e lungo via Indipendenza. L’assessore ha voluto rassicurare sul fatto che «non si parte da zero» in materia di sicurezza urbana, evidenziando interventi preesistenti e piani di adeguamento per rafforzare la protezione di spazi con elevata frequentazione.

Ciclovia del Sole, cantieri e bike sharing

Tra le contestazioni più accese c’è quella sulla Ciclovia del Sole, in particolare il tratto di via Tadolini e la Rotonda Malaguti: l’associazione Salvaciclisti ha protestato per la rimozione del cordolo protettivo, mentre Palazzo d’Accursio ha precisato che quel progetto è seguito dalla Città metropolitana e che si sta lavorando a una riprogettazione puntuale. Sul fronte finanziario, l’assessore ha ricordato i 35 milioni investiti nella Città 30 e i 2 milioni aggiuntivi per via Murri provenienti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica; sono inoltre previsti lavori su viale Felsina, viale Lincoln e piazza Trento e Trieste, oltre alla necessità di rivedere il progetto del ponte collegato al Passante.

Infine, il boom del bike sharing è stato definito un indicatore positivo del cambiamento della mobilità urbana: il servizio è «letteralmente esploso» e sarà riorganizzato in più lotti territoriali mantenendo lo stesso perimetro di copertura. Queste scelte mirano a creare una rete più integrata tra tram, biciclette condivise e infrastrutture ciclabili, in un quadro di interventi che dovranno conciliarsi con le esigenze tecniche e le interlocuzioni con ministero e operatori autostradali per le opere di collegamento.

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