Il 21 settembre si celebra la Giornata Mondiale dell’Alzheimer e, a Bologna, l’occasione è seguita da un programma di dieci giorni che mette al centro le persone colpite dalla demenza e i loro accompagnatori. L’iniziativa, promossa dall’Azienda USL di Bologna in collaborazione con l’Istituto delle Scienze Neurologiche e l’IRCCS Policlinico Sant’Orsola, combina informazione, terapia e cultura per creare una vera rete di sostegno a livello cittadino.
Programma della Settimana Alzheimer 2026: date, luoghi e attività
Dal 19 al 29 settembre gli appuntamenti si svolgono in diversi spazi della città. Sabato 19 settembre il percorso si apre al Parco di Carteria di Pianoro con la camminata “Insieme oltre l’età”. Nel pomeriggio, al Teatro Duse, l’attore Valerio Grutt presenta Immagini dal deserto uno spettacolo che utilizza la memoria teatrale per raccontare l’esperienza della demenza. Nei giorni successivi, musei, auditorium e spazi verdi ospitano concerti di musicoterapia, laboratori esperienziali di stimolazione cognitiva e sessioni di musicoterapia dedicate ai pazienti e ai loro familiari.
Eventi culturali e percorsi all’aria aperta
Tra le proposte più significative troviamo visite guidate al Museo d’Arte Moderna, laboratori di pittura sensoriale presso la Biblioteca Comunale e passeggiate di gruppo al Parco dei Gessi. Le attività sono pensate per favorire il contatto intergenerazionale e per stimolare le capacità residue dei partecipanti, creando al contempo momenti di aggregazione per le famiglie.
Impatto sui servizi sanitari: i numeri del 2025 a Bologna
Nel corso del 2025 gli ambulatori dedicati alle demenze del territorio bolognese hanno registrato oltre 11.000 persone seguite, di cui più di 7.000 con diagnosi confermata. Sono state effettuate 8.729 prime visite con un tasso di presa in carico del 50 % per sospette demenze o sintomi soggettivi rilevanti. A completare il percorso, 8.722 controlli hanno garantito una continuità di monitoraggio, e più di 1.000 colloqui psicologici sono stati offerti a pazienti e caregiver.
Diagnosi precoce e prevenzione
Secondo Simona Linarello, direttrice delle Cure Intermedie dell’AUSL Bologna, la demenza è una delle principali cause di disabilità nella popolazione anziana e, sempre più, anche tra i giovani. La rilevanza di una diagnosi tempestiva è sottolineata da Maria Macchiarulo, responsabile del Centro Disturbi Cognitivi e Demenze del Policlinico Sant’Orsola: “intervenire nella fase iniziale permette di rallentare l’evoluzione del disturbo, anche se al momento non esistono cure curative”.
Formazione e sostegno per i caregiver
Un focus fondamentale della settimana è dedicato al supporto degli assistenti familiari. Workshop di formazione pedagogica, gruppi di ascolto e incontri con psicologi sono pensati per ridurre il carico assistenziale e fornire strumenti pratici per la gestione quotidiana. Linarello ricorda che il rischio di sviluppare un disturbo cognitivo aumenta con l’età, ma si osserva una tendenza all’insorgenza precoce rendendo indispensabile un accompagnamento costante per le famiglie.
Iniziative regionali e finanziamenti
La Regione Emilia-Romagna ha destinato più di 1,8 milioni di euro al Fondo nazionale demenze 2024-26, finanziando progetti come i “Caffè Alzheimer”, i Meeting Center e le Comunità amiche. Il nuovo capitolo del “welfare culturale” collega gli ospedali ai musei, offrendo alle persone con demenza esperienze artistiche personalizzate. L’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, sottolinea la necessità di una rete integrata tra sanità e sociale per garantire assistenza domiciliare e riabilitazione di qualità.



