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Scontri a Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir: il centrodestra attacca il sindaco Lepore

La morte di Abderrahim Fakir a Bologna ha scatenato violenti scontri e una dura polemica politica. Il centrodestra accusa il sindaco Lepore di aver fomentato la violenza.

Scontri a Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir: il centrodestra attacca il sindaco Lepore

La notte del 22 luglio 2026, Bologna è stata teatro di violenti scontri seguiti alla manifestazione per Abderrahim Fakir, il cittadino marocchino morto durante un fermo di polizia. La città si è risvegliata con vetrine imbrattate, auto incendiate e un clima di tensione che ha attraversato anche le istituzioni.

La manifestazione, promossa dal sindaco Matteo Lepore per chiedere verità e giustizia per Fakir, ha visto la partecipazione di centinaia di persone. Tuttavia, la situazione è degenerata quando un gruppo di antagonisti ha iniziato a lanciare bottiglie e oggetti contro le forze dell’ordine, dando vita a una vera e propria guerriglia urbana.

Le accuse del centrodestra al sindaco Lepore

Il centrodestra non ha tardato a reagire. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni ha definito quanto accaduto inaccettabile sottolineando che nulla può giustificare la violenza contro le forze dell’ordine. Anche il vicepremier Matteo Salvini ha puntato il dito contro il sindaco Lepore, accusandolo di alimentare odio e conflitto nei confronti delle forze dell’ordine.

In Parlamento, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami ha accusato il centrosinistra di aver fomentato la piazza trasformando la manifestazione in un’occasione per attaccare la polizia. Bignami ha anche presentato un esposto in Procura, chiedendo di accertare le responsabilità della guerriglia urbana e l’ipotesi di istigazione a delinquere.

Le reazioni delle forze politiche

Anche Forza Italia ha criticato duramente il sindaco Lepore, definendolo un attivista piuttosto che un amministratore. La consigliera regionale Valentina Castaldini ha affermato che Bologna merita molta più lealtà e rispetto invitando il sindaco a dimettersi. Anche l’eurodeputata di Azione Elisabetta Gualmini ex compagna di partito di Lepore, ha criticato la sua gestione della situazione, chiedendosi se valesse la pena dividere ancora una volta la città.

Il sindaco Lepore ha risposto alle accuse, difendendo la sua decisione di organizzare la manifestazione. C’erano due piazze ha dichiarato, la nostra era pacifica. Ha aggiunto che chiedere verità e giustizia non significa delegittimare chi indossa una divisa.

I danni e le conseguenze degli scontri

Secondo le prime ricostruzioni, gli scontri hanno causato danni ingenti alla città. Vetrine imbrattate, transenne divelte e almeno due auto incendiate sono solo alcuni degli episodi segnalati. Il bilancio delle vittime parla di 11 persone ferite, tra forze dell’ordine e manifestanti, con due agenti e un manifestante trasportati in ospedale con ferite non gravi.

Il segretario generale del sindacato di polizia Coisp, Domenico Pianese ha fornito un bilancio più dettagliato: 56 poliziotti rimasti feriti a causa di pietre, bottiglie di vetro e bombe carta lanciate dagli antagonisti. Tra questi, 15 agenti del Reparto Mobile di Padova, 26 di quello di Firenze e 15 di Bologna, con prognosi che arrivano fino a 15 giorni.

La tensione è ancora alta a Bologna, e la polemica politica non accenna a placarsi. Mentre il centrodestra continua a chiedere le dimissioni del sindaco Lepore, il centrosinistra difende la sua decisione di organizzare la manifestazione, sottolineando l’importanza di chiedere verità e giustizia per la morte di Abderrahim Fakir.

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