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Regione lancia investimento per aumentare l’offerta di housing sociale

Un investimento record da 300 M€ vuole trasformare l’emergenza abitativa in nuove opportunità per 3.500 famiglie.

Regione lancia investimento per aumentare l’offerta di housing sociale

Il 24 settembre 2026 la Regione emilia-Romagna ha presentato un programma di 300 milioni di euro destinato a potenziare l’offerta di case pubbliche e sociali. L’iniziativa, discussa a Bologna in presenza del presidente Michele de Pascale, dell’assessore alle Politiche abitative Giovanni Paglia e dei vicepresidenti della Banca europea per gli investimenti (Bei) Ioannis Tsakiris e Gelsomina Vigliotti, punta a superare una delle più pressanti criticità regionali: l’accesso a un’abitazione a costi sostenibili.

Con una combinazione di 100 milioni di fondi regionali e Fesr e 200 milioni di euro della Bei il progetto prevede il recupero e la creazione di 3.500 unità di edilizia residenziale pubblica (ERP) e sociale (ERS) entro la fine della legislatura. Le risorse dovranno essere incanalate tramite la Regione, che agirà da tramite per i comuni, segnando la prima operazione della Bei nel settore abitativo con una autorità regionale italiana.

Finanziamento da 300 milioni e ruolo della Banca europea per gli investimenti

Il patto prevede che la Bei fornisca un mutuo da 200 milioni di euro, mentre il resto proviene da fondi regionali e dal programma europeo Fesr. Le autorità regionali hanno già approvato la proposta normativa, che sarà discussa in Assemblea legislativa entro ottobre. Solo dopo la validazione parlamentare si potrà firmare il finanziamento e avviare le prime opere nei territori interessati.

Obiettivi di recupero e nuovi alloggi: 3.500 unità entro la legislatura

Il piano mira a offrire appartamenti a canone calmierato di circa 350 euro al mese a famiglie con ISEE compreso tra 8 000 e 35 000 euro. Attualmente, la regione registra quasi 30 000 domande per un alloggio ERP in attesa di assegnazione, evidenziando il divario tra domanda e offerta. L’intento è valorizzare il patrimonio pubblico inutilizzato, trasformandolo in opportunità abitative per lavoratori e famiglie a reddito medio-basso.

Linea 1: 1.094 case popolari svuotate

La prima tranche del progetto concentra 52 milioni di euro per ristrutturare 1 094 case popolari attualmente vuote. La Regione prevede di completare questi lavori entro il 2027, garantendo così un rapido incremento dell’offerta abitativa. Le unità interessate saranno temporaneamente classificate come ERS, permettendo la gestione dei canoni per il rimborso del mutuo.

Linee 2A e 2B: riqualificazione energetica e nuove costruzioni sociali

Le due successive linee, denominati 2A e 2B, prevedono rispettivamente la rigenerazione energetica e l’eliminazione delle barriere architettoniche di 255 edifici (circa 3 400 unità) e la costruzione o il recupero di 1 150 nuovi alloggi destinati all’housing sociale. Il fabbisogno complessivo di queste due linee è stimato in più di 440 milioni di euro finanziati tramite il mutuo con la Bei.

Dichiarazioni politiche e prospettive per il mercato immobiliare regionale

Il presidente de Pascale ha sottolineato che “affitti medi di 350 euro al mese” rappresentano una risposta concreta a chi, pur avendo un lavoro stabile, fatica a sostenere i costi abitativi nelle città di Bologna, Modena e Reggio Emilia. L’assessore Paglia ha ribadito che “la casa va governata, non possiamo lasciare tutto al mercato“, evidenziando la necessità di un intervento pubblico per mantenere il modello di welfare regionale.

Per la vicepresidente della Bei, Gelsomina Vigliotti, il progetto è “un modello ideale da replicare in altre regioni“, grazie alla capacità di aggregare le esigenze di circa 40 comuni, anche quelli più piccoli. Il collega Ioannis Tsakiris ha aggiunto che la Bei considera l’edilizia abitativa una “priorità strategica” e intende realizzare “più alloggi, in tempi più rapidi e su scala maggiore”.

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