20 Settembre 2026 ☁ 27°

Ex Caserma Sani occupata: Resistenze Spaziali difendono il bosco urbano

Centinaia di bolognesi hanno occupato l’ex Caserma Sani per far sentire la voce del verde urbano.

Ex Caserma Sani occupata: Resistenze Spaziali difendono il bosco urbano

Sabato 19 settembre, un gruppo di circa cinquecento partecipanti, guidati dal collettivo ambientalista Resistenze Spaziali ha invaso l’ex Caserma Sani in via Ferrarese, allestendo un accampamento di tende e organizzando concerti. L’azione, definita occupazione lampo si è conclusa domenica 20 settembre con una biciclettata di gruppo, simbolica chiusura di due giorni di testimonianza sul valore pubblico del territorio.

L’area abbandonata: storia e progetti controversi

L’ex struttura militare, dismessa da oltre trent’anni, si estende su circa dieci ettari di suolo e appartiene alla Cassa Depositi e Prestiti. Originariamente destinata, negli anni ’80, a parco pubblico l’ultimo piano regolatore approvato dal Comune di Bologna prevedeva l’eliminazione di 391 alberi per costruire complessi residenziali e commerciali in una zona già soggetta a forte congestione. Il progetto, scaduto a giugno 2026 senza individuare un attuatore, è rimasto sul tavolo, alimentando le polemiche degli abitanti del quartiere Navile.

Il bosco urbano come risorsa climatica

Il verde nato spontaneo all’interno della caserma è considerato dai residenti un rifugio climatico. Gli attivisti hanno evidenziato che, se preservato, potrebbe diventare un punto di aggregazione per attività pubbliche, scuole e percorsi pedonali, integrandosi con il tessuto urbano circostante senza sacrificare habitat naturali.

Le richieste di Resistenze Spaziali

Il collettivo ha presentato una proposta elaborata in autonomia, frutto di mesi di studio e confronto con esperti di fitorisanamento. La proposta prevede: la tutela del bosco esistente, il recupero degli edifici storici per usi culturali e sociali, e la creazione di spazi pubblici attivi. «Gli spazi pubblici sono della cittadinanza, non di chi li attribuisce a progetti calati dall’alto», ha dichiarato Francesco, portavoce di Resistenze Spaziali, sottolineando l’importanza di far partecipare concretamente la popolazione ai processi decisionali.

Le critiche al modello di sviluppo attuale

Gli attivisti contestano l’idea di collegare la valorizzazione dell’ex caserma al vicinissimo Tecnopolo e al cosiddetto distretto “Tek”. Secondo loro, tale approccio alimenterebbe una dinamica di gentrificazione, aggravando la pressione abitativa già evidente nel centro di Bologna. Inoltre, la mancanza di un piano di fitorisanamento dimostra l’assenza di volontà amministrativa nel preservare il patrimonio verde.

La serata di sabato ha incluso una cena collettiva, performance musicali e la permanenza notturna nelle tende, trasformando il sito in un vero spazio di aggregazione temporaneo. Domenica, la biciclettata di gruppo ha segnato la chiusura dell’evento, ma anche l’avvio di una nuova fase di pressione sui decisori pubblici. L’obiettivo di Resistenze Spaziali rimane chiaro: trasformare quella che è stata per decenni un’area dimenticata in un bene comune dedicato al verde urbano e alle funzioni pubbliche, evitando la messa in opera di progetti immobiliari non condivisi.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Bologna adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
PM10 11 · NO₂ 3 µg/m³