La giustizia ha parlato nuovamente nel caso dell’omicidio di Klajdi Bitri, il giovane albanese di 23 anni ucciso con una fiocina da sub a Sirolo il 27. Fatah Melloul, il 30enne algerino accusato del delitto, è stato condannato in appello a 22 anni di carcere, quattro in più rispetto alla sentenza di primo grado.
Il dramma si consumò in una lite stradale in via Cilea, dove Melloul, armato di fiocina, colpì mortalmente Bitri al cuore. La Corte d’Assise d’Appello di Ancona ha riconosciuto l’aggravante dei futili motivicircostanza che in primo grado era stata esclusa, portando così a un aumento della pena.
Le dinamiche del delitto e le dichiarazioni dell’imputato
Secondo le ricostruzioni, la discussione tra i due giovani degenerò rapidamente, portando Melloul a utilizzare l’arma subacquea come strumento letale. L’imputato, difeso dall’avvocato Davide Mengarelli, ha sempre sostenuto di non aver scoccato la freccia mortale, una versione che non ha convinto i giudici d’appello.
La fiocinaun’arma normalmente utilizzata per la pesca subacquea, è diventata tristemente famosa in questo caso per il suo uso violento. La scelta di questa arma insolita ha aggiunto un elemento di particolare gravità al delitto, contribuendo alla decisione della Corte di riconoscere i futili motivi.
Il percorso giudiziario: da 18 a 22 anni di carcere
In primo grado, Melloul era stato condannato a 18 anni di reclusione per omicidio volontario, ma l’assenza dell’aggravante dei futili motivi aveva lasciato aperta la possibilità di un appello. La Procura aveva infatti richiesto il riconoscimento di questa circostanza, che è stata infine accolta dalla Corte d’Assise d’Appello.
La decisione è arrivata dopo una camera di consiglio durata un paio d’ore, durante la quale i giudici hanno esaminato attentamente le prove e le testimonianze raccolte. La condanna a 22 anni riflette la gravità del gesto e l’assenza di attenuanti significative, come ribadito dalla sentenza.
Le reazioni e le implicazioni della sentenza
La famiglia di Klajdi Bitri ha accolto la sentenza con un misto di sollievo e dolore, consapevole che nessuna condanna potrà mai restituire il loro caro. La comunità di Sirolo, ancora scossa dall’evento, ha seguito con attenzione il processo, sperando che la giustizia possa portare un po’ di pace.
Per Fatah Melloul, che è stato recluso dal giorno del delittola condanna a 22 anni rappresenta un destino segnato. La sua difesa ha annunciato la possibilità di un ulteriore ricorso in Cassazione, ma per ora la giustizia ha parlato chiaro: l’omicidio di Klajdi Bitri è stato commesso per motivi futili e merita una pena severa.
Questo caso ha sollevato anche questioni più ampie sulla sicurezza e sul controllo delle armi, anche di quelle apparentemente innocue come le fiocine da sub. La vicenda di Sirolo rimane un monito su come un litigio banale possa trasformarsi in una tragedia irreparabile.



