Il Sant’Orsola di Bologna ha ricevuto un nuovo alleato: la residenza Thimostia inaugurata il 24 settembre 2026. Situata in via Tambroni, a soli 500 metri dall’ospedale, la struttura nasce per colmare una lacuna evidente nella gestione dei pazienti che devono affrontare lunghi percorsi di cura lontano da casa.
Il presidente della Fondazione Sant’Orsola Andrea Moschetti, ha sottolineato che l’obiettivo è “accogliere persone che devono seguire lunghi percorsi di cura e sono sole” offrendo loro un ambiente familiare dove la solitudine non diventa più un ostacolo alla guarigione.
Thimostia: una casa di comunità a pochi passi dal Sant’Orsola
La nuova residenza, ricavata dall’ex convento delle Missionarie del Lavoro, dispone di 26 camere che accolgono 46 posti letto. Due cucine comuni, orti da coltivare e 24 vasche di varie altezze completano l’offerta, creando un vero micro-ecosistema solidale per chi è in cura.
Struttura e servizi offerti
Ogni unità abitativa è pensata per garantire privacy e al contempo favorire il contatto tra i residenti. Le cucine condivise permettono di organizzare pasti collettivi, mentre gli orti rappresentano spazi terapeutici dove coltivare verdure e fiori, attività che favoriscono il benessere psicologico. Le 24 vasche, di altezza variabile, sono state inserite per sostenere esigenze di mobilità differenti.
Accoglienza per pazienti lontani e anziani bolognesi
Non si tratta solo di una dimora per chi proviene da altre regioni per trattamenti specialistici, ma anche di un rifugio per gli anziani bolognesi che vivono da soli. Nella Città Metropolitana di Bologna, il 45,3 % delle famiglie è composta da una sola persona; tra queste, 84 714 sono over 65. Thimostia risponde a questa esigenza, offrendo sostegno pratico e relazionale a chi, altrimenti, dovrebbe affrontare la cura isolato.
Il sindaco Matteo Lepore ha evidenziato che “un progetto dopo l’altro, la Fondazione sta dando a Bologna un motivo per essere orgogliosa”. La capacità di accogliere sia famiglie provenienti da fuori regione – 611 nuclei familiari nel 2025 – sia residenti locali rappresenta una pratica innovativa di solidarietà urbana.
Impatto sociale e finanziamento della struttura
Il costo complessivo di Thimostia è stato di 236 mila euro, interamente coperto da donazioni di 199 cittadini e imprese. Le due cucine hanno beneficiato del sostegno della Carta Etica di UniCredit. Il cardinale Matteo Zuppi ha concluso il taglio del nastro sottolineando che “sentirsi a casa ha un effetto cura” e che “accogliere fa bene anche a chi accoglie”.
Secondo il presidente della Cei, entrare nella “città della malattia” diventa meno spaventoso quando si trova qualcuno ad attendere: “trovare qualcuno che ci aspetta cambia quel viaggio”. L’iniziativa, quindi, non è solo una risposta logistica, ma un vero punto di svolta sociale per la gestione della salute a lungo termine a Bologna.



